martedì 24 marzo 2015

Katsudon (riso con cotoletta di maiale)

"KATSUDON", velocissima ricetta della cucina giapponese. Si fa in poco tempo ed è molto gustosa anche se, per qualcuno, potrebbe risultare un po' troppo calorica. 
Katsudon è uno dei tanti "donburi" che in giapponese è, sia il nome della ciotola in cui si usa mangiare il riso, che questo tipo di cibo, dove sul riso bianco vengono messi alcuni ingredienti. Questo donburi che ho preparato io, dato che ho usato la cotoletta di maiale, viene chiamato katsudon. Per capire meglio tutto il discorso, rimando a questo blog dove viene spiegato con parole molto chiare.

Per il passo passo di come deve essere preparato katsudon, consiglio di vedere questo video su youtube in inglese.

Per una porzione io ho fatto così:
3 bocconcini di maiale
1 uovo
pangrattato
sale e pepe
olio per friggere
1/4 di cipolla
salsa di soia, mirin
foglie di mitsuba (cerfoglio)
una ciotola di riso bianco
Ho schiacciato i bocconcini di maiale, li ho passati in un poco d'uovo con sale e pepe e quindi nel pangrattato. Li ho fritti nell'olio bollente e fatti sgocciolare su carta assorbente.
In una padella ho fatto appassire la cipolla affettata in poco olio di semi, ho unito un po' di salsa di soia e di mirin (se mirin è difficile da reperire, aggiungere 1/2 cucchiaino di zucchero diluito in poca acqua tiepida) e fatto cuocere per qualche minuto con il coperchio.
Ho aggiunto nella padella le piccole cotolette e ci ho versato sopra l'uovo restante leggermente sbattuto insieme al cerfoglio e lasciato insaporire col coperchio sino a quando l'uovo è diventato leggermente rappreso.
Ho travasato sul riso bianco nella ciotola "donburi" le cotolette con il suo condimento, e l'ho mangiato di gusto. 





domenica 8 marzo 2015

Quanti modi di fare e rifare i Maritozzi

 
Bentrovati a tutti! Oggi è la seconda domenica di marzo ed è anche l'8 marzo, giornata mondiale dei diritti della donna. 
 Un rametto virtuale di mimosa a chi lo gradisce!!
Ogni seconda domenica del mese noi siamo impegnate con la ricetta di Quanti modi di fare e rifare, propostaci dalla Cuochina, la nostra mascotte che rappresenta me ed Ornella.
Il menù completo per il 2015 si trova qui.
Oggi siamo stati da Silvia, nel Lazio, per fare i Maritozzi, un classico dolce di questa zona. C'è tutta una leggenda dietro a questo nome, consiglio di visitare il blog Acqua e farina-sississima per avere tutte le informazioni, ma anche per trovare la versione dei Maritozzi di Silvia.
Io ho fatto sia i panini allungati che un'unica treccia e li ho farciti con panna, gelato ai gusti vari e sorbetto al limone

Ingredienti per 6 maritozzi:
100 gr di licoli attivo
30 gr di acqua tiepida
100 gr di farina di forza
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale 
30 gr di zucchero semolato vanigliato
50 gr uva passa
10 gr pinoli
25 gr scorzette candite di arancia amara
panna montata qb
gelato matcha, cioccolato e vaniglia qb
sorbetto al limone qb
Nella planetaria ho sciolto licoli con l'acqua tiepida ed aggiunto tutta la farina, amalgamato e lasciato riposare per 30 minuti (autolisi).
Ho aggiunto il cucchiaio l'olio evo ed il sale e fatto impastare fino a quando si è incordato, ho aggiunto lo zucchero e l'ho amalgamato. Ho impastato per qualche minuto a mano, l'ho appallottolato e fatto lievitare sino al raddoppio.
Ho pulito con un panno l'uva passa ed i pinoli e li ho divisi a metà, ho tagliuzzato finemente le scorzette candite (home made) ed ho unito il tutto al panetto lievitato, ho impastato facendo sgonfiare delicatamente il panetto e l'ho rimesso a lievitare nuovamente fino al raddoppio (tutta la notte).
Per i panini allungati:
*La mattina successiva l'ho diviso in 6 pezzi da 60 gr circa e formato dei panini allungati, li ho sistemati sulla placca forno ricoperta da carta forno. Ho fatto lievitare per la terza ed ultima volta, appena sono raddoppiati, li ho spennellati con uovo, acqua e zucchero e li ho fatti cuocere a 200°C fino a doratura.
Per la treccia:
*La mattina successiva ho formato la treccia, l'ho sistemata sulla placca forno ricoperta da carta forno. Ho fatto lievitare per la terza ed ultima volta, appena raddoppiata, l'ho spennellata con uovo, acqua e zucchero e l'ho fatta cuocere a 200°C fino a doratura.
Li ho lasciati raffreddare su una grata, dato un taglio sulla cupola e li ho farciti con panna appena montata e con gelato in tre gusti diversi: matcha, cioccolato e vaniglia, fatti con la mia gelatiera.
Mentre su una parte della treccia ho inserito il sorbetto al limone
Io preferisco quelli col gelato e la treccia al sorbetto; non mi piace molto la panna montata, mi "fa il solletico in gola" :(

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La ricetta del prossimo mese ce la propone Susanna
Faremo un classico della cucina emiliana
Non bisogna assolutamente mancare
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Ricordo che il blog della Cuochina è
"Quanti modi di fare e rifare"
il suo indirizzo di posta elettronica è:
quantimodidifareerifare@gmail.com
che da settembre gli incontri dei "Quanti modi" avvengono
la seconda domenica del mese, alle 9:00
Qui per vedere la lista di tutte le ricette
e che ci si può incontrare su

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Altri link relativi al lievito liquido (licoli) 
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domenica 1 marzo 2015

Focaccia barese con licoli

Come ha detto recentemente una mia amica, la mia pugliesità torna spesso fuori. Ne sono più che convinta, le origini restano ben salde anche se si vive da una vita in un'altra realtà moooolto diversa :)
Certamente la focaccia tarantina (mia città di nascita) ha un impasto simile a questa barese, ma il condimento è molto più vario. A me piacciono entrambe, in questi giorni ho rifatto la famosissima focaccia barese ma a modo mio, cioè con il lievito naturale in coltura liquida (licolfico)

1 patata bollita (100gr circa)
100gr di licoli rinfrescato alcune volte
200gr di acqua tiepida
300gr di farina debole
2 cucchiai di olio evo
sale e olio  qb
pomodori e origano

Ho fatto bollire la patata, l'ho sbucciata e schiacciata con una forchetta e lasciata raffreddare. Nel tardo pomeriggio ho sciolto licoli (che avevo rinfrescato due volte) con l'acqua tiepida, aggiunto la farina setacciata e fatto compattare quindi ho lasciato riposare per 30 minuti (autolisi).
All'impasto ho unito la patata schiacciata, 2 cucchiai d'olio evo e il sale e fatto incordare, ho travasato in una ciotola appena unta, coperto con pellicola per alimenti e un canovaccio e lasciato in un ambiente caldo per un paio d'ore, quindi ho spostato la ciotola in una stanza fresca (in estate va messo in frigo) e lasciato per tutta la notte.
La mattina successiva ho riportato l'impasto a temperatura ambiente per 3 ore circa, ho coperto con carta forno una teglia da 28cm circa in cui ho versato un poco d'olio e adagiato l'impasto che ho allargato con le mani, ho coperto con pellicola per alimenti ed un canovaccio e fatto lievitare in ambiente caldo sino al raddoppio.
Ho tagliato i pomodori e li ho lasciati sgocciolare in un colino, li ho sparpagliati sull'impasto, ci ho sbriciolato dell'origano secco, versato un paio di cucchiai di olio evo ed un poco di sale.
Ho preriscaldato il forno a 220° e fatto cuocere per 10 minuti, ho diminuito la temperatura a 200° e lasciato cuocere sino a doratura (in tutto circa 30 minuti)
E' ottima appena sfornata, ma è buonissima anche da fredda. Se avanza per oltre due giorni la si può far tornare come appena sfornata avvolgendola nell'alluminio e fatta riscaldare in forno a 200° per 6~7 minuti. Provare per credere ;)


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domenica 15 febbraio 2015

Tarallini al sesamo bicolore con l'impasto base nr.12 della Cuochina

Se il nostro meraviglioso licoli è ben lievitato e pronto per la panificazione, basta poco per mettere le mani in pasta e fare del buon pane.
Per questo sia io che Ornella ci siamo date da fare per provare l'impasto base nr 12 della Cuochina (ricetta di Viviana), ottimo.... veramente un ottimo impasto.

Ma gli impasti della Cuochina, come detto e ridetto già mille volte, sono tutti stupendi! Ogni impasto è ottimo come base per realizzarne moltissimi altri, sia dolci che salati. Basta aggiungere qualche altro ingrediente e l'impasto si trasforma in quello che uno desidera. Sono tutti da provare!! 

Io ho fatto dei tarallini con sesamo bianco e nero, ma ho dimezzato le dosi.
In sostituzione dell'acqua di cottura del riso (noi mangiamo ogni giorno riso, ma la cottura alla giapponese non fa avanzare acqua di cottura), ho usato siero e yogurt del mio Matsoni. Ho aggiunto un cucchiaio d'olio evo ed invece della farina di riso, il fioretto di mais. Questi sono stati i miei cambiamenti.
Ingredienti
  • 90 gr di licoli molto attivo
  • 200 gr di farina forte
  • 50 gr di fioretto di mais
  • 125 gr di siero e yogurt Matsoni
  • 1 cucchiaino di miele
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 albume d'uovo
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • semi di sesamo bianco e nero per aromatizzare
  • uovo, acqua e poco zucchero per spennellare
Procedimento
Mescolare le farine con lo yogurt ed il siero e lasciare in autolisi per mezz'ora. Aggiungere licoli, miele ed albume ed iniziate ad impastare. Unire l'olio, il sale ed i semi di sesamo. Quando l'impasto sarà ben lavorato e liscio effettuare delle pieghe a 3 e mettere a lievitare in una ciotola leggermente unta d'olio e coperta. Dopo un'ora fare un'altra piega a 3 e lasciar lievitare sino al raddoppio (ho saltato il pernottamento in frigo).
Dividere l'impasto in 9 pezzi da 60 gr circa e fare i tarallini.
Lasciar lievitare un paio d'ore al caldo e, prima di infornare, spennellare con un po' di uovo, acqua e poco zucchero. Cucinare in forno già caldo a 200° fino a quando risultano dorate
Far raffreddare su una gratella.
Ottimi, morbidi e profumati, da fare e rifare con tantissime varianti.



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domenica 8 febbraio 2015

Quanti modi di fare e rifare la Minestra trovata

Bentrovati a tutti! Oggi è la seconda domenica di febbraio, domenica dedicata alla ricetta di Quanti modi di fare e rifare, propostaci dalla Cuochina, la nostra mascotte che rappresenta me ed Ornella. Il menù completo per il 2015 si trova qui.

A gennaio sono stata io la padrona di casa con gli onigiri, oggi siamo in Campania da Anisja per la sua "Minestra trovata" (qui per la ricetta originale), ricetta presa dai ricordi della madre e della zia.
Una minestra piena di profumo di casa, fatta con ingredienti semplici e genuini. Io ho usato questi:

- una manciata di erbette del mio giardino e una di cime di rape
- una tazza di fagioli lessi
- 1 cucchiaio di strutto e 1 di olio evo
- peperoncino e aglio
- sale
- alcune fette di biscotto di granone con semi di sesamo neri

Le erbette selvatiche le ho prese dal mio giardino, a queste ho aggiunto delle cime di rapa, ho nettato e lavato tutte le verdure. In una capiente padella ho fatto sciogliere lo strutto con l'olio e soffritto l'aglio ed il peperoncino a fuoco dolce. Ho unito le verdure spezzettate e fatto insaporire, quindi i fagioli (che avevo già lessato in precedenza) con la loro acqua di cottura e continuato a cuocere per 15 minuti circa. Ho unito le fette di biscotto a pezzi ed aggiustato di sale. Continuato la cottura a fuoco basso per altri 15 minuti.
Ecco il risultato:
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Biscotto di granone con semi di sesamo neri
Per completare la ricetta della minestra trovata, mi sono cimentata nel biscotto di granone di Agerola, comune in provincia di Napoli, non avendo mai assaggiato il biscotto originale non so se questo fatto da me ha qualche somiglianza, so solo che è buonissimo. 
Leggendo la ricetta del biscotto ho visto che serviva acqua, crescito, farina di mais e farina di frumento, per questo ho usato metà dose dell'impasto base nr.3 della Cuochina, logicamente invece del crescito ho utilizzato il mio licoli 

105 gr tra farina di mais e farina di frumento
45 gr di licoli molto attivo
60 gr di acqua tiepida
1 cucchiaio di olio evo
1/2 cucchiaino di sale
una manciata di semi di sesamo neri

Ho sciolto licoli con l'acqua tiepida, ho unito le farine setacciate, mescolato e fatto riposare 20 minuti. Ho unito l'olio, il sale e il sesamo nero e fatto impastare sino ad incordare. Ho messo a lievitare sino al raddoppio, ho dato la forma del filone e lasciato lievitare ancora sino al raddoppio. Ho fatto cuocere a 200°C, fatto raffreddare, tagliate a fette e fatte biscottare a bassa temperatura per lungo tempo, girandole ogni tanto.
Appena fredde ho messo le fette di biscotto in una scatola di latta, sono ottime. Per farle ritornare fragranti, le avvolgo in carta di alluminio, le lascio 10 minuti circa nel fornetto riscalda pane, basta scartarle per sentire tutto il loro profumo.

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La ricetta del prossimo mese ce la propone Silvia
L'8 marzo 2015 prepareremo un classico
dolce laziale i Maritozzi
 
 Vi aspettiamo
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Ricordo che il blog della Cuochina è
"Quanti modi di fare e rifare"
il suo indirizzo di posta elettronica è:
quantimodidifareerifare@gmail.com
da settembre gli incontri dei "Quanti modi" avvengono
la seconda domenica del mese, alle 9:00
Qui per vedere la lista di tutte le ricette
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