mercoledì 10 febbraio 2010

Con la fecola di radice di Kudzu (radice di Pueraria)

La pianta della Pueraria è più nota come "Kudzu". Nell'antica medicina cinese era denominata anche "Ge Gen" e ritenuta un rimedio molto potente, utile per il trattamento di un'ampia varietà di patologie come dolori muscolari, ipertensione, malattie infettive, asma, sindrome perimenopausale, ecc. (per continuare a leggere vedere qui)

Dalla radice si ricava la fecola di Kudzu con la quale si possono fare una miriade di gustosissimi "wagashi" (dolcini giapponesi). E' un ottimo addensante come Kanten (agar-agar) o la gelatina.
In Giappone è di facile reperibilita, si vende nel supermercato, ma mi hanno detto che anche in Italia si trova facilmente.

Ho preparato due dolci "Tofu di fecola di Kudzu al sesamo" e "Mochi di fecola di Kudzu", entrambi molto buoni.

Tofu di fecola di Kudzu al sesamo

Mochi di fecola di Kudzu


Una confezione da 150 gr di fecola di Kudzu ed il suo contenuto.

Per "Tofu di fecola di Kudzu al sesamo" ho usato
15 gr di semi di sesamo
15 gr di fecola di Kudzu
150 gr di acqua
wasabi
salsa di soia


Frullare minuziosamente i semi di sesamo, aggiungervi 30 gr di acqua del totale, mescolare e filtrare con una garzina facendo defluire la maggior parte dell'umore del sesamo.
In un pentolino sciogliere la fecola di Kudzu con la restante acqua (120 gr), quindi unire l'acqua col sesamo.


Mescolando, cuocere a fuoco lento per 5 minuti circa e, quindi, versare nella formina.
Far raffreddare in frigo.


Sformare e gustare con wasabi e salsa di soia.


Per "Mochi di fecola di Kudzu" ho usato
10 gr di fecola di Kudzu
20 gr di zucchero
30 gr di acqua
kinako (da Wikipedia, anche versione in italiano, nonostante sia incompleta)


Le proporzioni degli ingredienti sono: 1 parte di fecola, 2 parti di zucchero, 3 parti d'acqua.
Mescolare bene tutti gli ingredienti e far addensare a fuoco debole, versare nella formina e far raffreddare in frigo.
Tagliare nella forma preferita e spolverizzare con kinako (farina di soia)


Mochi infilzati in uno stecco di bambù

In primo piano un pezzo di mochi fatto con riso mochi cotto a vapore, pestato e spolverizzato di kinako.
Sono due cose diverse: mochi di fecola di kudzu è solo un dolce, mochi di riso cotto a vapore si mangia anche nelle zuppe, ma può anche essere usato come dolce.

lunedì 8 febbraio 2010

Kinpiragobou


A fine gennaio, al raduno di Firenze ho preparato, a casa di Tatiana, questa ricetta facile che ben si adatta al gusto degli italici che vogliono provare sapori nuovi.
In Giappone viene considerato "okazu" (pietanze che accompagnano riso e pesce)

Uno degli ingredienti, la radice gobou (bardana maggiore), penso non sia facilmente reperibile in Italia, per questo l'ho messo in valigia.
Il problema è con che cosa sostituire la radice gobou in Italia. Nel peggiore dei casi, usare solo carota, anche se è tutta un'altra cosa.

Ingredienti
25 cm circa di radice gobou
8 cm di carota
1 cucchiaio di olio di semi
1 cucchiaino di olio di sesamo
1/2 peperoncino rosso
2 cucchiai di dashi
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di sake
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di semi di sesamo


Lavare bene e raschiare con un coltello la buccia di gobou e carota, dividere gobou in tre parti, tagliare dei bastoncini da entrambe le radici e metterli in acqua fresca per 20 minuti circa.

Riscaldare i due olii (sesamo e semi) con il peperoncino, unire i bastoncini ben sgocciolati e far insaporire, mescolando.

Preparare dashi con acqua calda, iriko e katsuobushi (acqua, pescetti essiccati e scaglie di tonnetto secco. Qui si vende anche dashi liofilizzato, io preferisco farlo. Lo si può eliminare, se di difficili realizzazione, aumentando di poco le quantità di salsa di soia e sake), colare ed aggiungerne 2 cucchiai alla salsa di soia, sake e zucchero.

Versare la salsa nella padella delle radici e far evaporare il liquido superfluo. a fuoco moderato.
Tostare 1 cucchiaio di semi di sesamo e cospargerli sulle radici.

sabato 6 febbraio 2010

Yogurt Mar Caspio


E' da almeno 10 anni che preparo questo yogurt dal procedimento semplicissimo: basta metterne alcune cucchiaiate in un vaso pulito e riempire con latte "Alta qualità" freddo per avere dello yogurt dolce e cremoso.
In genere ne preparo 750 gr ogni 3-4 giorni, appena finisce un vaso ne preparo subito un altro, la mattina io e mio marito lo mangiamo a colazione.

Quando sono stata in Italia a fine gennaio, ne ho portato un poco da regalare alle mie amiche del forum "Peccati di gola e di amicizia" incontrate in occasione del golaraduno internazionale (Manuela ne ha parlato in questo post).
Ma lo yogurt ha dovuto subire jet lag, nuovo tipo di latte, lungo periodo senza essere alimentato, ecc., e si è indebolito.
Per questo le mie amiche mi hanno chiesto di postare un chiaro ed eusastivo procedimento. Eccolo:


Prima di tutto lavare bene il vaso, versando sia dentro il vaso che nel coperchio dell'acqua bollente, dopo 20 minuti svuotare il vaso ed il coperchio e capovolgerli su un telo pulito.
Appena il vaso diventa freddo, versare dentro 4 cucchiai di yogurt (circa 80-100 gr) e aggiungere latte (preso dal frigo) fino al bordo.

Prima di mettere il coperchio, coprire l'imboccatura del vaso con della pellicola per alimenti.
Inserire il vaso in un sacchetto di tessuto pile e lasciarlo, a temperatura ambiente, fintanto che si addensa, potrebbe bastare una notte ma ci possono volere anche 24 ore.

Quando diventa cremoso, metterlo nel frigo dove continuerà ad addensarsi.
Logicamente, come qualsiasi yogurt, quando se ne prende una cucchiaiata si forma del siero nel vaso che potrà essere mangiato con lo yogurt oppure eliminato.

Questo yogurt non preferisce latte caldo e neanche la yogurtiera. Non gli piace nemmeno stare vicino a fonti di calore (stufe, termosifoni, ecc).
In estate tende a produrre più siero, basterà coprire il vaso con un panno di cotone e tenerlo in luogo fresco e quindi in frigo.
Io lo mangio al naturale, ma vi si può aggiungere frutta fresca, miele, cereali, ecc.

Nel caso che abbia difficoltà ad addensarsi: colarlo con una garza a trama fitta (oppure con un fazzoletto di cotone ben pulito), mettere lo yogurt nel vaso pulito e ricoprirlo con due dita di latte. Farlo addensare, e se risultasse ancora poco cremoso, ripetere lo stesso procedimento precedente.

Ho trovato in rete questo sito in inglese (chi ha difficoltà, lo può tradurre con Google, anche se ne viene fuori un italiano incapibile ^-^) che parla proprio di questo yogurt, anche se non so come si possa reperire in Italia lo starter (a meno che non vi venga regalato da un'amica di un'amica di una conoscente delle mie amiche peccatrici).
In fondo dice le stesse cose che ho riportato io prima. C'è scritto anche che è antitumorale, antiossidante, anti...., sarà anche vero ma non posso mettere la mano sul fuoco.
A parer mio, le cose più interessanti che si leggono sono:

- Usare contenitori puliti
- Non dimenticare nel frigo lo yogurt per molto tempo.
- Mescolare 1 parte di yogurt con 10-17 parti di latte freddo
- Non agitarlo e non disturbarlo mentre fermenta.

mercoledì 3 febbraio 2010

Shabu-shabu


A gennaio, per il compleanno di mio marito, abbiamo preparato questo piatto tipico del Giappone "Shabu-shabu" (vedere qui per una carrellata di piatti giapponesi)

Ingredienti
manzo e maiale affettati come fosse prosciutto crudo
syungiku (foglie di crisantemo coronato)
funghi shiitake ammollati
negi (porro)
hakusai (cavolo cinese)
carota affettata sottile
alga konbu
tofu

Per la salsa
succo di arancia amara
salsa di soia
erba cipollina
acqua di cottura


Nella pentola elettrica da tavolo mettere abbastanza acqua e lasciare in ammollo un pezzo di alga konbu.
Poco prima di mangiare, riscaldare l'acqua ed immergere le verdure iniziando da quelle più dure: hakusai, negi, funghi shiitake, carote, tofu e per ultimo syungiku.
Immergere nella zuppa le fettine sottile di carne una per volta e, senza lasciarla nella zuppa, passarla nella salsina preparata in precedenza nella quale avremo inserito delle verdure appena cotte.


La salsina è fatta con il succo dell'arancia amara, stessa quantità di salsa di soia, erba cipollina ed allungata con un poco d'acqua di cottura.


In due abbiamo mangiato tutto, e come non bastasse


con la zuppa avanzata abbiamo fatto ojiya: due mochi (riso cotto e pestato) ed un pugnetto di riso cotto a vapore, avanzato dal pranzo.


Questo è ojiya, è di un buono!!!!

venerdì 15 gennaio 2010

Kabocha nimono (Zucca in salsa)

Con la zucca si possono fare tantissime cose, persino il pane.
Noi la mangiamo in salsa dolce.
In occidente sarebbe un contorno, qui in oriente "okazu", una di quelle pietanze che accompagnano il pasto.


1/6 di zucca
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di sake da cucina
1 cucchiaio di mirin (oppure un cucchiaino di zucchero)


Lavare bene la buccia della zucca, tagliarla in fette da 1 - 2 cm.
Disporre le fette in un solo strato in una pentola bassa, aggiungere la salsa di soia, sake, mirin (in mancanza, aggiungere lo zucchero) ed un pochino d'acqua.

Mettere il coperchio e far cuocere a fuoco lentissimo fino a cottura.
Pungere una fetta con uno stuzzicadenti per accertarsi che sia morbida.

Se la salsina si addensa un poco, è ancora più buona.
Fare attenzione che non si bruci in fase di cottura.
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**** Con questo vi comununico che da martedì mi assenterò per 2 settimane, faccio un saltino in Italia e non so se riuscirò ad accedere ai miei blog.
Un abbraccio grande e fate i bravi durante la mia assenza.
Ma ancora ci sono 3 giorni di tempo.
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foto Giappone

foto Taranto