giovedì 18 aprile 2019

Pane nel monde: Hornazo de San Marcos (Pane di Pasqua spagnolo)

Ho rifatto "Hornazo de San Marcos" (Pane di Pasqua spagnolo) ma con licolsalvia, inoltre ho cambiato la forma e ho usato l'uovo sodo in un solo hornazo. Per il resto è uguale alla ricetta riportata nel post dalla Cuochina pubblicata nel blog "Quanti modi di fare e rifare" con la tag "il pane nel mondo" nella quale c'è anche una spiegazione sintetica della storia di questo pane: 

Il nome hornazo viene dato a una serie di preparazioni alimentari fatti in molte zone della Spagna. In genere hanno in comune l'essere prodotti da forno (da qui il loro nome) fatti con un impasto di pane all'olio. Un'altra caratteristica che li contraddistingue è che di solito vengono consumati nel periodo che va dal carnevale a poco dopo Pasqua. Spesso è un tipo di torta salata ripiena di maiale e di derivati del maiale, principalmente: lonza, prosciutto, chorizo (salsiccia), ecc. che vengono cotti al forno insieme all'impasto. Altre volte hornazo è dolce o, almeno, cosparso di zucchero
Il resto lo si può leggere dalla Cuochina.

E' uno dei tradizionali pani di Pasqua spagnolo con una storia molto interessante da leggere. Anche in Italia ci sono dolci di Pasqua contenenti l'uovo sodo, ma in genere sono fatti con impasto biscottato. Logicamente, se possibile, sarebbe il caso di prepararli entrambi.


BUONA PASQUA A TUTTI !!

Grazie Cuochina, i tuoi suggerimenti sono sempre eccellenti!
Per la Cuochina

Hornazo de San Marcos
(Pane di Pasqua spagnolo)


Impasto per Hornazos:
- 250 g di farina di forza
- 60 ml di acqua tiepida
- 35 ml di olio extravergine di oliva
- 40 g di zucchero semolato
- 1 uovo medio
- 1 cucchiaino di matalahúva (anice verde)
- poco sale
- 90 g di licolsalvia
Altri ingredienti di Hornazo:
- 1/2 uovo per spennellare
- 1 uovo sodo
- zucchero semolato

Preparazione:

Prima di tutto ho rinfrescato due volte licolsalvia. Quindi, ho fatto bollire un uovo: Ho messo l'uovo in una pentola contenente acqua fredda, messo il coperchio e portato ad ebollizione, ho fatto cuocere col fuoco al minimo per 8 minuti circa.


Impasto: Ho riscaldato leggermente l'olio evo con matalahúva (semi di anice verde) e messo da parte a raffreddare. In una ciotola ho mescolato farina, sale e zucchero, unito l'uovo sbattuto, l'acqua tiepida, licoli e compattato gli ingredienti. 
Ho fatto inglobare in piccole quantità l'olio evo  con matalahúva all'impasto. Ho trasferito l'impasto sul piano lavoro leggermente infarinato ed impastato a lungo, fino a farlo diventare liscio e morbido.
L'ho riposto in una ciotola appena unta, coperto con un panno e lasciato lievitare, in un luogo caldo, fino al raddoppio.
Ho riportato l'impasto sul piano lavoro leggermente infarinato, degassato e l'ho diviso in un pezzo da 300 g, uno da 160 g. e due da 10 g l'uno. Ho lasciato da parte una piccola pallina da 40 g circa con cui ho preparato 2 ochíos (piccoli panini).
Ho fatto due trecce a tre capi, con i due pezzi grandi, le ho avvolte a ciambella e al centro di quella più grande ho inserito l'uovo sodo, ho allungato i due pezzi da 10 g e li ho incrociati sull'uovo sodo. Ho arrotondato i due piccoli pezzi per fare gli ochíos. Ho spostato il tutto in una teglia ricoperta da carta forno, coperto a campana e fatto lievitare nuovamente sino al raddoppio.               
Ho sbattuto il mezzo uovo e spennellato tutti i lievitati e cosparso sopra dello zucchero semolato. Fatto riscaldare il forno a 200°C, inserito la teglia, diminuito la temperatura a 190°C e fatto cuocere per 25~30 minuti, fino a doratura.
Prima di mangiarli, non dimentichiamo di andare alla ricerca del primo malcapitato per rompere sulla sua fronte il guscio dell'uovo di hornazo (*_*)


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domenica 14 aprile 2019

Quanti modi di fare e rifare: Salmone in padella con riso al cocco

Eccoci alla seconda domenica di aprile, che bello ritrovarsi insieme con la nostra cucina aperta anche oggi, ed è ancora più bello con il menù 2019 di "Quanti modi di fare e rifare" con le ricette "made in Japan (Giappone)" e "made in Norway (Norvegia)".
Oggi è la volta di una ricetta norvegese: (Stekt laks med kokosris) Salmone in padella con riso al cocco.

Ho usato riso giapponese che ho fatto cuocere con latte di soia ed acqua, aggiungendo a fine cottura  la farina di cocco. Margarina sostituita dal burro e daidai invece del limone. 
Queste sono state le mie varianti, per il resto è simile a quella della Cuochina,  (Qui per la ricetta).

Ingredienti per 1 persona
100 g di riso Yume-tsukushi (riso giapponese)
200 g di latte di soia e acqua
20 g di farina di cocco
150 g filetto di salmone
1 cucchiaino di burro
1 cucchiaino di sale
pepe nero macinato qb
1⁄4  broccolo verde
1⁄2 spicchio di aglio
1 cucchiai di olio evo
1⁄2  daidai (arancia giapponese)

Ho fatto cuocere il riso con il latte di soia e l'acqua, a fuoco debole e con coperchio, appena cotto l'ho fatto raffreddare leggermente, quindi ho aggiunto la farina di cocco, mescolato e lasciato da parte.
Nel frattempo ho salato e pepato la fetta di salmone. Fatto sciogliere in una padella ricoperta da carta forno (per evitare che il pesce si attacchi alla padella) il burro e quando ha smesso di sfrigolare, ho fatto cuocere il salmone a fuoco medio-basso per circa 3 minuti. Girato delicatamente e fatto cuocere per altri 2-3 minuti dall'altra parte. 
Fatto cuocere nell'acqua leggermente salata il  broccolo per circa 2 minuti, scolato e ripassato in padella con l'aglio tritato grossolanamente ed un cucchiaio di olio. Tolto dal fuoco.
Ho messo nel piatto il salmone, aggiunto le cime di broccoli, daidai, il riso nella ciotola e mezzo bicchiere di vino rosso per accompagnare il tutto.  

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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà per il 12 maggio 2019 alle ore 9:00
con la quinta ricetta del Menù 2019 "Ricette dal mondo"
(Yaki saba no mizore niru) Sgombro con daikon grattugiato


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Ricordo che il blog della Cuochina è "Quanti modi di fare e rifare"
il suo indirizzo di posta elettronica è: quantimodidifareerifare@gmail.com
che gli incontri dei "Quanti modi" avvengono la seconda domenica del mese, alle 9:00
e che ci si può incontrare su Facebook
e su Twitter






mercoledì 10 aprile 2019

Pane nel mondo: Cottage loaf (Inghilterra)

Ho rifatto "Cottage loaf (pane inglese)" ma ho optato per un pane leggermente più piccolo dato che in questo periodo sono da sola, ne ho fatto 6/10, per il resto è come quello della ricetta riportata nel post dalla Cuochina pubblicata nel blog "Quanti modi di fare e rifare" con la tag "il pane nel mondo" nella quale c'è anche una spiegazione sintetica della storia di questo pane:
Le origini di questo pane sono sconosciute ma si presume che sia stato creato centinaia di anni fa per occupare meno spazio, durante la cottura, nei forni inglesi dell'epoca.
Difatti sono due pagnotte, una sopra l'altra.

Grazie Cuochina, i tuoi suggerimenti sono sempre eccellenti!
Cottage loaf (Inghilterra)
(Appena sfornato, ma era sera e la foto ne ha risentito)

Ingredienti
300 g farina di forza
3 g lievito di birra secco
15 g zucchero nero di canna
5 g sale
40 g burro a temperatura ambiente
180 ml acqua calda ma non bollente

Preparazione
In una ciotola ho mescolato la farina, il lievito, lo zucchero ed il sale. Ho aggiunto il burro, che si era ammorbidito, e ho sfrigolato con le mani insieme alla farina, in modo da ottenere un composto sbriciolato.
Ho aggiunto l'acqua e impastato per circa 10 minuti.
Ho oliato un'altra ciotola ed ho messo l'impasto, ho coperto con la pellicola e lasciato lievitare fino al raddoppio.
A lievitazione avvenuta, ho messo l'impasto sul piano lavoro e con le mani l'ho degassato. Ho diviso l'impasto in 3/4 e 1/4, ho formato due palle e sistemato la più piccola sopra la più grande.
Con il manico di un cucchiaio di legno rotondo infarinato ho fatto un buco al centro arrivando fino alla base del pane più grande. Con le forbici ho fatto dei tagli intorno ad ambedue i pani.
Ho coperto a campana e lasciato lievitare fino al raddoppio.
Ho preriscaldato il forno a 200 C° e ho fatto cuocere il pane per circa 30-35 minuti, a metà cottura ho coperto con dell'alluminio la parte superiore della pagnotta piccola perché si stava scurendo troppo. 5 minuti prima della completa cottura ho tolto l'alluminio per far colorare uniformemente il pane.
(qui fotografato la mattina successiva, sotto i raggi del sole)

L'avevo fatto anche con licoli, ma non è riuscito a gonfiare bene in cottura, il panetto superiore, quello più piccolo, resta un poco afflosciato. Invece quello con ldb gonfia bene anche in altezza.
 Logicamente è solo problema di aspetto, perché è molto buono anche questo.