lunedì 6 giugno 2011

Quanti modi di fare e rifare "Castella"


"Quanti modi di fare e rifare..." è il progetto che Ornella, Tamara ed io abbiamo iniziato a febbraio di quest'anno. A noi si sono unite alcune amiche, tra cui Libera, Solema, Stella, Dauly, Francesca, ..............
E questo mese ci sono tantissime altre amiche che hanno dato la loro adesione al progetto, ne siamo felicissime.
Una volta al mese noi realizziamo la stessa ricetta con gli ingredienti che abbiamo a disposizione e con il nostro modo personale di elaborarla.
Per conoscere le semplici e facili regole di questo simpatico progetto, vedere qui.


Questo mese abbiamo scelto di realizzare una ricetta tratta da questo mio blog, la mitica "Castella" [カステラ pronuncia in giapponese: kasutera], dolce giapponese.
L'origine di questo dolce risale al 16esimo secolo, in quel periodo commercianti e missionari portoghesi raggiunsero per la prima volta il Giappone, e più precisamente attraccarono al porto di Nagasaki, e, oltre ad introdurre la religione cattolica, attivarono scambi commerciali e culturali tra l'occidente ed il Giappone.
I portoghesi portarono molte novità come: armi, tabacco, zucche, Castella, ecc.
Il nome sembra che derivi dal portoghese "Pào de Castela" che significa "Pane di Castiglia" (nel sito in inglese di Wikipedia si possono trovare altre notizie).

Il procedimento mi è stato insegnato da una mia amica di Nagasaki, città riconosciuta come la patria della "Castella".
Qui, qui e qui per avere un'idea di come viene presentato questo dolce in Giappone. Anche se non sono dolci vegetariani, rientrano nella classifica di "Wagashi" (pasticceria giapponese).
Io preparo molto spesso Castella, è un dolce che ci piace molto.
Nel mese di maggio l'ho fatta e rifatta tante volte e sempre con qualche differenza, per questo le foto delle mie Castella saranno molte, ne ho scattate tante e queste sono solo una minima parte di quelle che avrei voluto postare.

A questa avevo messo dei pistacchi frullati sul fondo della forma. Con la spatola ho datto dei segni come quando si taglia l'impasto (serve per togliere l'aria che si è creata), come ho fatto vedere nel mio post del 16 giugno 2010, che combinazione... quasi un anno fa ^-^......
Come si può notare, in superficie l'incisione con la spatola ha creato un ricamo quadrettato molto suggestivo.

Questa l'ho fatta con lo stampo sotto riportato. La superficie (che poi è la parte sottostante il dolce) era piena di lamelle di mandorle.
Per questa Castella ho preparato la forma con la carta di giornali, così come si faceva tantissimi anni fa. Ho spiegato nel post precedente come procedere, ma lo ripeto ancora, anche perché questa volta ho cambiato le dimensioni. Ho preso un giornale giapponese e l'ho usato così com'era, senza rifilarlo.

Ho preso 4 pagine doppie di giornale con i lati di 54 cm X 40 cm, in tutto erano 8 fogli. A 14 cm da ogni bordo ho segnato una linea, al centro avevo un rettandolo di 12 cm X 26 cm. Tenendo il giornale davanti, ho tagliato il primo segno di matita sulla sinistra fino all'inizio del rettangolo centrale. Ho spostato il lato destro del giornale davanti a me e ho tagliato il primo segno di matita sulla sinistra fino all'inizio del rettagolo centrale. Si procede allo stesso modo per tutti e quattro i lati. Ho piegato in due i quattro bordi, e ficcato le alette sigillandole, formando il contenitore. Ho rivestito la forma con alluminio per alimenti e quindi con carta forno.
Per maggiori ragguagli, vedere il post precedente.

Per la forma precedentemente descritta e per le tre formine da panettone che ho usato per fare questa torretta a tre colori ho utilizzato le dosi riportate nel precedente post con l'aggiunta di un quinto circa di esse, riporto in rosso le quantità da me usate questa volta:

Ingredienti
4 + 1 uova medie = 5
150 gr + 30 gr di zucchero vanigliato = 180 gr
2 + 0,5 cucchiai di miele = 2,5
100 gr + 20 gr di farina di forza (proteine 12~13%) = 120 gr
25 gr + 5 gr di acqua tiepida o latte tiepido = 30 gr
aroma arancia 1 cucchiaino
1 cucchiaino di matcha
1 cucchiaio di cacao
pistacchi frullati grossolanamente
lamelle di mandorle sbucciate


Procedimento
Portare le uova a temperatura ambiente, romperle e metterle in una ciotola con lo zucchero e montarle per oltre 10 minuti, il composto deve più che raddoppiare.
Aggiungere il miele e l'acqua o latte tiepido e continuare a mescolare ancora per 1~2 minuti.
Setacciare ed unire la farina in 2~3 volte e continuare a mescolare per 2~3 minuti, facendo attenzione a che l'impasto non si ammalloppi.
Bisogna mescolare fintanto che, alzando la frusta e facendo un cerchio con l'impasto che cola si riesca a ultimare il giro prima che il segno scompaia.

A questo punto ho preso 60 gr di impasto e l'ho versato in una formina piccola da panettone ricoperta di pistacchi frullati grossolanamente.
Ancora 60 gr a cui ho aggiunto matcha, mescolato con le fruste e versato in un'altra formina.
Ancora 60 gr a cui ho aggiunto il cacao, mescolato con le fruste e versato nell'ultima formina.
Ho preriscaldato il forno e fatto cuocere a 160°C per 5 minuti e 15~18 minuti a 140°C. Appena cotte, le ho sformate, impilate ed avvolte in pellicola per alimenti. Appena fredde, in frigo.
Nel frattempo ho travasato l'impasto nella forma grande fatta di giornali che avevo ricoperto di lamelle di mandorle, ed ho fatto cuocere a 170°C per 8 minuti, quindi a 150°C per 30~40 minuti, ho controllato con lo stecchino.
L'ho avvolta subito in pellicola per alimenti e, appena fredda ho rifilato i bordi con un coltello, precedentemente bagnato, molto tagliente e poi in frigo ancora avvolta nella pellicola.

Questa, con granella di mandorle, è fatta nella forma di giornale da 14 cm di lato uguale a quella del post precedente. Mi è avanzato un poco di impasto che ho messo in piccoli pirottini, sono venuti molto carini.
Un'ottima tazza di matcha ed una fetta di Castella rendono un anonimo pomeriggio in uno molto speciale. Gli attrezzi per la cerimonia del tè erano di mia suocera che ha frequentato lezioni di "chado" per tantissimo tempo, sino a pochi anni prima di morire.

E per finire l'interno della torretta a tre colori. Ottima da mangiare accompagnata da una buona tazza di tè verde giapponese, seduti sul pavimento in tatami.

Castella rimane fresca e soffice anche per 5~6 giorni, basta avvolgerla in pellicola per alimenti e tenerla in frigo......... se avanza ;-)

Castella di Ornella

Castella di Stella

castella spongecake collage
Castella di ValeTork

Castella di Dauly

Castella di Tamara

Castella di Libera


Castella di Federica

Castella di Fr@

Castella di Solema

Castella di Stefania

Castella di Sayuri


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Anche per il 6 luglio ci delizieremo con uno squisito dolce: la "Cheesecake al pistacchio con top alle fragole" di Stella del blog "Una stella tra i fornelli"

Anche questa sarà una bella sfida con noi stesse.
Ma......... ewwwwwwaiiii!!!!!
Questa volta ho tutti gli ingredientiiiiiiiii,
persino i pistacchi di Bronte ^-^!!!!!!!!
Chi avrà voglia di seguirci?






Dimenticavo di scrivere che ad agosto la nostra iniziativa va in vacanza, ma solo per il mese di agosto. Il 6 settembre ritorneremo belle riposate ed abbronzate a sfaccendare tutte insieme;-))

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18 commenti:

  1. Cara Anna una magnifica carrellata di Castella! Una più bella dell'altra, complimenti! Un dolce che mi è piaciuto moltissimo e che ho rifatto più di una volta, grazie per avercelo fatto conoscere! E che preziosità gli attrezzi per la cerimonia del the!
    Un abbraccio e buon inizio settimana!

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  2. Ciao Anna, che bella la tua torretta a tre colori.
    Grazie per avermi fatto conoscere questo dolce.

    P.S. Mi piace molto il tuo vassoio.

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  3. sono tutte molto belle, infatti ho preso due foto....

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  4. Che bella la torretta tricolore ^__^ A questo giro ci sono anch'io. Poi passo a lasciarti il link. Grazie per avermi fatto scoprire questo dolce. Bacioni, buona settimana

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  5. Anna la tua castella tricolore è spettacolare, complimenti e grazie per averci fatto conoscere questa splendida ricetta :-)

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  6. Mannaggia, anche questo mese non ce l'ho fatta! :( Troppo indaffarata, anche perché è pure il compleanno del pargolo n. 2 che ha richiesto una chiffon cake! In ogni caso, per luglio ce la voglio proprio fare... ora mi metto all'opera subito!
    P.s. Tu sei sempre strepitosa!!!

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  7. la manitoba nel kasutera? O.o

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  8. ero convinta di aver lasciato un commento stamattina... il tricolore di castella è invogliante... e lo berrei volentieri con del tè non zuccherato

    grazie per avermelo fatto conoscere, in versione senza glutine è strepitoso e si mantiene morbido e profumato per giorni

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  9. evabbè, ma qui si gioca in casa!!!
    grazie perchè hai dato oltre la ricetta originale che abbiamo cucinato tutte insieme anche delle belle varianti da scopiazzare!

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  10. Però nell'altro post non svelavi il "trucco" delle mollettine per fermare lo stampo :-D
    Furbacchiona :-D :-D

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  11. @ornella
    Cara, gli attrezzi sono ereditati dalla suocera che a 80 anni andava ancora a lezione di chado (cerimonia del tè)
    Un abbraccio ;-)

    @Fr@
    Anche il vassoio è ereditato ^-^, la suocera aveva tante sfiziosità da lasciarmi ;-)

    @Tamtam
    Grazie, ma sono tutte bellissime.
    Meritano tutte un posto d'onore ;-)

    @Federica
    Che bello Fede averti con noi, questa volta siamo state tantissime, che meraviglia! ;-))

    @stella
    Grazie a te cara, per la prossima saremo nella tua cucina ;-)

    @fantasia
    Non ti preoccupare Stefania, lo so che ti sarebbe piaciuto partecipare.
    Speriamo la prossima volta ;-)

    @Sayuri
    Ti ho risposto nel tuo blog.
    Nella ricetta della mia amica c'era scritto "farina di forza", per semplificare ho detto "manitoba" ma basta che le proteine siano 12% ;-)

    @ValeTork
    Che meraviglia che hai prodotto, Vale. Sono contenta che piaccia anche alla famiglia ;-)

    @dauly
    ahahahaha, si partita in casa ahahaha!!
    Sono tutte meravigliose e tutte da scopiazzare ;-)

    @accantoalcomino
    Furbacchiona naqui ^-^! ^-^!
    I trucchi non si dovrebbero rivelare, mi è sfuggito ;-)

    Baci ed abbracci a tutte, siete state fantastiche

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  12. Ciao cara Anna,
    hai ragione, è un bel po' che non ci sentiamo. Come stai?
    Bellissima questa ricetta, la devo provare, e ottima l'idea dello stampo col giornale, sicuramente tornerà utile.
    Vi abbracciamo forte!

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  13. Interessantissima la vostra iniziativa. Da amante del tè e delle culture orientali, ho letto la storia della Castellana e ho visto le vostre intrepretazioni.
    Molto bella la tua.
    Ho notato nella foto gli oggetti per il Cha No Yu, ho assistito, a Milano, alla cerimonia e mi ha affascinata moltissimo.

    Baci Giovanna

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  14. Ciao cara

    dolce sicuramente splendido che devo ancora arrivare a farlo ma prima o poi ci proverò stampo compreso
    un salutone da chi vorrebbe avere più
    tempo per incontrarti ma ultimamente il tempo è tiranno

    un abbraccio
    Manu

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  15. @Sarachan
    Ciao Sara, questi mie dolci non hanno niente a che vedere con le tue opere artistiche. Ma nella sua semplicità ti posso dire che è una nuvola.
    Baci a te ed anche al maritino ;-)

    @Giovanna
    Sì Giovanna, quegli oggetti erano di mia suocera che ha frequentato le lezioni di chado sino a poco prima di morire (sino 80 anni circa)^-^! Lei era molto brava ma diceva di avere ancora bisogno di imparare.
    Baci ;-)

    @Manu
    E, sì, Manu,
    il tempo è sempre tiranno. Speriamo che passi subito questo periodo.
    Grandi abbracci ;))

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  16. vorrei che tutti i blog fossero come il tuo,pieno di informazioni e culturalmente conqualcosa in piu',complimenti!

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  17. @neve di marzo
    Scusa se ti rispondo solo adesso, ma mi era sfuggito il tuo messaggio.
    Ti ringrazio, sei veramente gentile.
    Un abbraccio

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Grazie per la vostra attenzione. Ogni messaggio è una parte di ponte che si costruisce, facciamolo diventare robusto usando parole costruttive.
有難うございます! (Arigatou-gozaimasu!)