mercoledì 27 maggio 2020

Confettura di more di gelso

Tre o quattro anni fa ho piantato nel mio giardino un alberello di gelso nero (morus nigra). 

Ho dei ricordi leggermente sfuocati di un albero di gelso della mia fanciullezza (avrò avuto 4 o 5 anni). In estate andavo al mare in bicicletta con la mia famiglia (io sul sellino anteriore della bici con la mamma e mio fratello su quello posteriore con papà). Sulla strada per il mare, che distava 3 o 4 chilometri, c'era un enorme albero di gelso nero e noi bambini volevamo sempre fermarci a mangiare le more. Forse lì vicino c'era anche una fontanella dove ci lavavamo le mani diventate sanguigne dal colore delle more. Sono ricordi ormai diventati offuscati dal passar del tempo, ma il gusto delle more non riesco a scordarlo.
Per questo, quando finalmente ho trovato casualmente questo alberello, l'ho messo a dimora nel mio giardino
    eccolo! 
Cerco di non farlo diventare molto grande, non ho molto spazio nel mio giardino. Quest'anno, per la prima volta mi sta regalando tantissimi frutti,
maturano velocemente e per non far cadere a terra queste squisite more, le raccolgo e le utilizzo per farne dell'ottima confettura.
Le prime due volte la confettura è venuta poco densa, forse perché avevo aggiunto mezzo bicchiere d'acqua, era buona ma non mi soddisfaceva. Ho provato a dosare gli ingredienti in modo da ricavarne un prodotto ottimale, quello più vicino al mio gusto. La terza prova, questa che ho preparato recentemente, mi sembra l'ideale. Penso che la quantità dello zucchero debba essere il 40~45% del totale delle more. Io ne ho usato il 45% e per me va benissimo.

Ingredienti
770 g di more di gelso
200 g di zucchero di canna
150 g di zucchero semolato
2 limoni (il succo) 

Ho lavato sotto l'acqua corrente le more, le ho messe a sgocciolare in un colino ed ho tagliato l'ultima parte del picciolo. Ho messo in una ciotola capiente le more, i due tipi di zucchero ed il succo dei limoni, mescolato, coperto e lasciato in frigo per 24 ore circa.
Ho fatto cuocere a fuoco lento, mescolando ogni tanto, sino a che i liquidi non si sono addensati (ci ha impiegato molto tempo perché il fuoco era veramente basso), quindi ho frullato la confettura col minipimer per spappolare leggermente le more. L'ho travasata nei vasetti che avevo sterilizzato e fatto asciugare il giorno prima, li ho chiusi con le loro capsule
ed ancora caldi li ho messi a bollire, avvolti in strofinacci, per 5~6 minuti. Ho lasciato raffreddare i vasetti nell'acqua bollente e l'indomani, dopo che si sono asciugati, li ho etichettati con la data di produzione. Adesso sono in frigo, ma penso che possono stare in un luogo fresco anche per 6 mesi, se non li finisco prima ;-)
Con tutti gli ingredienti ho ricavato 2 vasetti da 320 g, 1 vasetto da 25 g e 45 g nella ciotolina per un totale di 710 g di confettura. Non male! 
Ma il gelso ha deciso che non finisce qui.... continua a regalarmi tante altre more!

Solo adesso mi sono accorta di aver già pubblicato la confettura di more di gelsi nel 2016 (qui), ho notato che il procedimento è abbastanza simile, questa volta lo zucchero di canna ha dato una marcia in più alla confettura. 




3 commenti:

  1. Che meraviglia quel piccolo alberello!! Quante more! Alcuni bellissimi ricordi rimangono nella nostra mente per sempre. Anch'io è da molto che non assaggio una mora di gelso ma il gusto non lo scorderò mai. Anzi noi avevamo sia more bianche che nere, la differenza nel sapore è ancora nelle mie papille gustative! Quanto vorrei assaggiare quella stupenda marmellata che hai fatto carissima!

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  2. le more di gelso...al mare ne troviamo sempre un sacco, nei rovi selvatici...buonissime...anche nel giardino del patronato c'erano due alberi e i bambini ne facevano scorpacciate...inoltre ricoldo che mia nonna le raccoglieva, e invece della marmellata ne ricavava dei succhi buonissimi, da utilizzare nei dolci o gelati...grazie di questo ricordo.

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  3. Grazie ragazze, vedo che i gelsi di more hanno il potere di risvegliare ricordi un po' datati.
    Deve essere buono anche il succo di gelso, Francesca. Grazie mille!

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