domenica 11 giugno 2017

Quanti modi di fare e rifare gli Gnochi con la fioreta

Sesta ricetta del Menù 2017 ideato dalla nostra Cuochina di Quanti modi di fare e rifare. Siamo a giugno e la ricetta mensile che ci propone per questo mese è una meravigliosa ricetta regionale veneta: gli Gnochi con la fioreta    
Questa volta siamo nella terra della mia Socia Ornella, nel Veneto e più precisamente a Recoaro Terme e posso dire che questi gnocchi mi hanno conquistata, sono soffici, compatti e gustosi. 
Li ho fatti la prima volta tempo fa con la ricetta degli "gnochi con la fioreta" della Cuochina ed erano buoni anche se la forma non mi convinceva, ma rifacendoli con i consigli e suggerimenti del passo passo della Cuochina sono venuti ancora più buoni e molto più "gnocchi"

Per due persone
240 g di ricotta home made
50 g di latte intero
25 g di uovo (1/2 uovo circa)
50~60 g di farina debole
sale, noce moscata
25 g di burro
salvia

Ho fatto la ricotta con il siero dello yogurt Matsoni che auto-produco (come riportato in questo post) e l'ho fatto sgocciolare nel frigo per tutta la notte.
Il giorno dopo ho schiacciato la ricotta con una forchetta, e poi passata al setaccio per farla diventare liscia e senza grumi. Aggiunto il latte intero e mescolato bene per far amalgamare. Unito l'uovo e continuato a mescolare per farlo incorporare al composto. (L'uovo aiuta a legare, ed è consigliato usarlo perché il composto è molto morbido)
Ho aggiunto la farina a piccole dosi, continuando a mescolare, aromatizzato con della noce moscata grattugiata, ed un poco di sale. Il composto deve risultare liscio e compatto.
In una pentola ho fatto bollire abbondante acqua e l'ho salata. Ho preparato gli gnochi prendendo con un cucchiaio una giusta quantità di composto, passandolo e ripassandolo in un secondo cucchiaio: come si vede nella foto. Quando è diventato liscio e leggermente allungato l'ho tuffato nell'acqua in ebollizione tenendo il fuoco non molto alto.
Ho continuato sino ad esaurimento del composto. Quando gli gnochi sono risaliti in superficie, li ho lasciati cuocere ancora per 3~4 minuti. Li ho estratti con il mestolo a ragno, facendoli sgocciolare ben bene, e li ho travasati nel piatto. Ho fatto sciogliere il burro con qualche fogliolina di salvia e li ho conditi,
aggiungendo del parmigiano (l'ideale sarebbe stato del formaggio di malga grattugiato, ma dove lo trovo in Giappone?)


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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà il 9 luglio 2017 , 
seconda domenica del mese, alle ore 9:00
con la settima ricette del Menù 2017, della nostra Cuochina
Sarà la volta di questa estiva ricetta pugliese
Panzerotti pugliesi

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Ricordo che il blog della Cuochina è "Quanti modi di fare e rifare"
il suo indirizzo di posta elettronica è: quantimodidifareerifare@gmail.com
che gli incontri dei "Quanti modi" avvengono la seconda domenica del mese, alle 9:00
e che ci si può incontrare su Facebook e su Twitter





mercoledì 7 giugno 2017

Mustazzoli leccesi

Ho in programma un pranzo con delle amiche, mangeremo logicamente cucina giapponese; per un adeguato scambio culturale/gastronomico ho deciso di fare e portare loro dei mustazzoli leccesi che sono dei dolci rappresentativi della mia terra  (*-*)
Ho letto su Wikipedia che i mustazzoli sono noti anche come: mustaccioli, zozzi (a causa della glassa al cioccolato sulla superficie), mostaccioli, mustazzueli, bisquetti, pisquetti, mustazzòli ‘nnasparati, scagliòzzi, scàiezzuli, castagnette. Io li ho chiamati appunto MUSTAZZOLI
Ho seguito il procedimento di questo video di Youtube, ma in questo video di dosi neanche l'ombra (lo dicono anche nei vari commenti del filmato); partendo dal fatto che mandorle, zucchero e farina sono in parti uguali, il resto l'ho fatto da me ed il risultato mi sembra buono.

Per i mustazzoli
75 g di mandorle
75 g di zucchero semolato
75 g di farina debole
1 1/2 (10 g) di cacao amaro in polvere
1 cucchiaio (3 g) di buccia di arancia grattugiata
1 cucchiaino (2 g) di cannella
1 cucchiaino (3 g) di ammoniaca per dolci (lievito per dolci)
1 cucchiaio (20 g) di miele
1 (35 g) albume
Per la glassa
100 g di zucchero semolato
5 g di cacao amaro in polvere
30 g di acqua

Ho tostato le mandorle, dopo averle lavate per togliere la polvere che a volte le ricopre, e dopo le ho polverizzate, nello stesso frullatore ho polverizzato anche lo zucchero semolato.
 
In una ciotola ho unito: farina di mandorle, zucchero, farina debole, cacao, buccia di arancia, cannella e lievito per dolci (sarebbe andata meglio l'ammoniaca per dolci, ma qui non penso che sia commercializzata). Ho mescolato con una spatola ed ho aggiunto prima il miele e poi l'albume ed ho fatto amalgamare il tutto.
Con l'impasto ottenuto ho formato 23 palline da 13 g ognuna, le ho leggermente schiacciate con i palmi delle mani ed allineate in una teglia ricoperta da carta forno. le ho fatte cuocere a 180°C per 10 minuti. Le ho tolte dal forno e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Ho quindi preparato la glassa al cioccolato:
Ho mescolato zucchero semolato con acqua ed aggiunto il cacao, ho messo sul fuoco al minimo fino a quando lo zucchero si è sciolto ed il tutto è diventato glassa.
Vi ho tuffato i mustazzoli dentro e li ho fatti ricoprire di glassa, quindi li ho messi ad asciugare su una gratella.
Li ho fotografati ancora non completamente asciutti, ma si capisce lo stesso come sono venuti.
L'altro giorno ne avevo fatto una piccola quantità per prova senza schiacciarli, non so quali preferire.



domenica 4 giugno 2017

Liquore di gelsi neri (morus nigra)

Nel mio giardino ho messo a dimora un alberello di gelsi neri "morus nigra", non è molto grande ma, dallo scorso anno, mi regala un po' dei suoi golosi frutti. L'anno scorso sono riuscita a fare un poco di marmellata.
Questi sono i frutti di quest'anno, una manciata abbondante, erano poco meno di 100 g. Ho tolto i piccioli, le foglie ed alcuni frutti spappolati e sono diventati circa 90 g.

Mi è venuta voglia di fare un liquorino senza gironzolare nel web. Visto che era un liquore di frutta, ho usato lo stesso procedimento che faccio per il mio limoncello (cioè alcol e zucchero della stessa quantità, acqua circa il doppio dell'alcol), adattando gli altri ingredienti alla quantità dei gelsi:

90 g di gelsi neri
150 cc di alcol 96°
300 ml di acqua naturale
150 g di zucchero semolato

Dopo aver tolto i piccioli dai gelsi, le foglie ed alcuni frutti spappolati, li ho lavati delicatamente e tamponati con della carta da cucina per asciugarli.
Nella bottiglia dell'alcol, dove ce n'era 150 cc, ho inserito i gelsi uno per volta. Ho chiuso con il tappo e messo a riposare in un luogo fresco per una settimana.
La settimana successiva, ho portato ad ebollizione l'acqua, aggiunto lo zucchero, mescolato e fatto raffreddare. Quindi ho unito l'alcol con i gelsi, ho coperto e lasciato in luogo fresco per un giorno.
Nel frattempo avevo sterilizzato 4 bottiglie da 180 cc in acqua bollente, fatte sgocciolare ed asciugare al sole. 
Ho travasato il liquore nelle bottiglie facendolo passare attraverso un filtro sottilissimo. Sono riuscita a riempire 3 bottiglie e la piccola quantità che è avanzata l'ho messa nella quarta bottiglia.
Ho fatto sgocciolare ben bene i gelsi e li ho trasferito in una piccola ciotola (stando nell'alcol il colore dei gelsi si è un poco schiarito). Ho aggiunto 2 cucchiai di zucchero semolato, mescolato, coperto la ciotola con pellicola per alimenti ed inserito il tutto in una bustina di plastica, quindi l'ho messa in freezer. Sono pronti per essere usati in un gelato alla frutta.
Anche le bottiglie con il liquore sono nel freezer, dato che i liquori alla frutta sono ottimi ghiacciati.
SALUTE!