sabato 20 maggio 2017

Maccarones de busa con sugo di maiale

Andando in giro nel web e su youtube, mi sono imbattuta in questa golosissima pasta sarda fatta a mano che mi ha conquistato. Non mi ero mai cimentata a fare i maccheroni a mano, la pasta col ferretto l'avevo già fatta ma i maccheroni con buco centrale mi sembrava impossibile da fare. Ho scoperto che con un poco di buona volontà niente è impossibile! 
Non ho usato il ferretto (busa) ma uno spiedo di legno che riesce a scivolare abbastanza facilmente, solo se inizia a fare resistenza, infarinarlo prima di usarlo.

Per 2~3 persone
200 g di semola di grano duro
acqua tiepida qb
1 uovo
poco sale
200 g di maiale a fette sottili
2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
vino bianco qb
uno spicchio d'aglio
1 scatola di pomodori a pezzettoni
basilico, sale e pecorino grattugiato
Ho versato la semola sul piano lavoro e formato la fontana, al centro ho versato, in piccole quantità, l'acqua tiepida leggermente salata ed ho amalgamato, ho aggiunto solo l'acqua che l'impasto è riuscito ad assorbire. Ho impastato a lungo fino a farlo diventare sodo ma lavorabile. Formato una palla, avvolta in una salvietta e fatta riposare per 30 minuti circa.
Ho allungato dei cordoncini che ho tagliato a 4 cm circa, ne ho preso uno ed ho premuto leggermente al centro uno spiedo di legno (busa) e con il palmo della mano appoggiato sopra al cordoncino, ho spostato avanti ed indietro fino a quando la pasta si è avvolta attorno allo spiedo, l'ho estratto delicatamente dall'interno (spero che le foto siano più esplicative) ed ho spolverato sopra un poco di farina. 
Man mano che erano pronti li ho messi ad asciugare su carta forno leggermente infarinata, li ho lasciati a temperatura ambiente per un paio d'ore.
Ho versato l'olio in una pentola ed ho fatto indorare lo spicchio d'aglio, ho unito la carne di maiale tagliata grossolanamente e fatta soffriggere, ho irrorato un poco di vino bianco, fatto sfumare ed ho aggiunto il pomodoro ed un poco di basilico. Ho salato e fatto cuocere sino a cottura della carne.
Ho fatto cuocere i maccarones in acqua bollente salata, li ho scolati e conditi con pecorino, sugo di maiale ed una foglia di basilico.  
Questi maccarones sono ottimi con qualsiasi condimento si desidera.


domenica 14 maggio 2017

Quanti modi di fare e rifare i Tranci di pesce alla romagnola

Quinta ricetta del Menù 2017 ideato dalla nostra Cuochina di Quanti modi di fare e rifare. Siamo a maggio e la ricetta mensile che ci propone per questo mese è un gustoso secondo piatto a base di pesce: Tranci di pesce alla romagnola

Io ho usato lo sgombro che ho accompagnato con un tortino di riso all'arancia amara (daidai), ne ho fatto una sola porzione, dato che in questi giorni sono sola. Ne è venuto fuori un gustosissimo pranzetto.
 💙💚💛💜💙💚💛💜
Da non dimenticare anche che oggi è la festa della MAMMA: auguro a tutte le DONNE che sono mamme, che non lo sono ancora, ma anche a chi non ha intenzione di esserlo, buona giornata della mamma e felice seconda domenica di maggio 
🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹
💙💚💛💜💙💚💛💜

Dosi per 1 persona
1 porzione di sgombro
sale, pepe
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di olio evo
1/2 tuorlo d’uovo sodo
1 cucchiaio raso di pangrattato
succo di arancia amara (daidai)
origano fresco
1/2 cucchiaino di buccia di arancia grattugiata
Ho lavato lo sgombro ed ho tolto le spine, l'ho asciugato, salato e pepato, infarinato e soffritto nell’olio evo. Appena cotto da entrambi i lati, ho tolto l’unto in eccesso appoggiandolo su carta assorbente da cucina. L'ho trasferito in una teglia ricoperta da carta forno, ho cosparso sulla superficie il mezzo tuorlo tritato e amalgamato al pangrattato, alcune foglioline di origano, il cucchiaino di succo e la buccia grattugiata dell'arancia, sale e pepe e, per ultimo, ho versato sopra un filo d'olio evo. 
Ho fatto cuocere lo sgombro in forno preriscaldato a 200°C per 10 minuti circa. Prima di mangiarlo, ho spremuto sopra un po' di succo d'arancia amara.
Per utilizzare il mezzo uovo sodo avanzato dalla preparazione dei tranci di pesce alla romagnola, ho fatto:
Il tortino di riso all'arancia amara
10 g di burro
10 g di farina debole
poca cipolla grattugiata
1/2 cucchiaino di aroma arancia
sale
100 g di latte
100 g di riso bollito
poco burro e sale
1/2 uovo sodo
foglioline di origano
Ho fatto sciogliere il burro ed ho unito la farina, fatto soffriggere ed aggiunto la cipolla grattugiata e l'aroma arancia, il sale ed il latte. Ho fatto addensare.
Ho bagnato un foglio di carta forno, ho ricoperto un contenitore monoporzione, in fondo ho appoggiato una fetta di uovo sodo, un poco di besciamella, una parte di riso soffritto amalgamato con un poco di besciamella. La fetta restante di uovo sodo, tutto il riso e la besciamella. 
Ho fatto cuocere per 25 minuti circa in forno a 200°C. L'ho sformato e messo di lato al pesce alla romagnola con alcune foglioline di origano fresco.


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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà l'11 giugno 2017 , 
seconda domenica del mese, alle ore 9:00
con la sesta ricette del Menù 2017, della nostra Cuochina
Sarà la volta di questa meravigliosa ricetta regionale veneta
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Ricordo che il blog della Cuochina è







martedì 2 maggio 2017

Pizza al taglio al pomodoro con impasto base nr.3 della Cuochina

Non sempre, ma, a casa mia, ogni tanto il sabato è giorno di PIZZA! Il problema è fare la pizza che evoca questa parolina magica, senza la pietra refrattaria o il fornetto Pizza Express, direi impossibile!
Aggiungendo anche il fatto che il forno in dotazione nella mia dimora ha la veneranda età di un quarto di secolo (il fatto è che dimostra tutti gli anni che ha!), a scapito delle sue (richieste da me) prestazioni .
Allora, l'escamotage è la PIZZA AL TAGLIO, e pizza al taglio sia!
Ho usato l'impasto base nr.3 della Cuochina con l'aggiunta di una patata precedentemente bollita e schiacciata. Per le farine, ho fatto un misto equo a me molto gradito.

90g di licolfico molto attivo
105g di acqua
70g di farina di forza
70g di semola rimacinata
70g di farina graham
1/2 cucchiaino di malto
olio evo qb
1 patata media bollita
poco sale
origano fresco 

Come al solito ho sciolto, nella planetaria, licolfico molto attivo con l'acqua, quindi ho aggiunto la patata bollita e schiacciata finemente, le farine e il malto ed ho fatto amalgamare, riposo di 30 minuti circa. Ho riavviato la planetaria ed aggiunto 1 cucchiaio d'olio ed il sale ed ho fatto incordare.
Ho trasferito l'impasto in una ciotola unta, coperto con pellicola per alimenti, un canovaccio e lasciato lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Ho foderato con carta forno una teglia 18x25cm e vi ho adagiato l'impasto assottigliandolo, ho coperto nuovamente con pellicola e canovaccio e lasciato lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Con le dita ho fatto degli incavi sulla parte superiore della pizza, ho versato del pomodoro a pezzettoni mescolato a sale ed olio, aggiunto delle foglie di origano fresco ed ancora altro olio.   
Ho fatto cuocere in forno preriscaldato a 220°C. per 10 minuti, quindi ho diminuito la temperatura a 200°C e lasciata cuocere fino a cottura.


 Per la màdia dei lievitati della Cuochina 


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domenica 9 aprile 2017

Quanti modi di fare e rifare il Tagano

Quarta ricetta del Menù 2017 ideato dalla nostra Cuochina di Quanti modi di fare e rifare. Siamo ad aprile, Pasqua è fra una settimana e la ricetta mensile che ci propone la Cuochina per questo mese è, giustappunto, una ricetta pasquale di Agrigento che si prepara il Venerdì Santo per essere mangiata il lunedì di Pasquetta : il Tagano
(quest'anno Pasquetta sarà il 17 aprile)
Buona Pasqua!
E' un piatto molto ricco, un piatto della festa. Nonostante venga preparato il venerdì e mangiato dopo tre giorni (in occasione del picnic tradizionale della Pasquetta), resta molto morbido se si ha l'accortezza di non lesinare con la quantità di ragù e di aggiungere del latte nelle uova, per evitare che i maccheroni induriscano, come consigliato dalla Cuochina.
Appena fatto è eccellente, ma anche nei giorni seguenti non è da meno. Noi che siamo in due, nonostante ne abbia fatto un po' meno della ricetta originale, l'abbiamo mangiato per tre giorni di seguito, ed era sempre ottimo. Ho aggiunto anche una melanzana perché alla mia mente richiama  il cibo siciliano, il suo sapore si sentiva a malapena, la prossima volta ne aggiungo due.
La mia versione è leggermente diversa dalla ricetta originale: di "tuma" neanche l'ombra, il parmigiano ha sostituito il pecorino grattugiato, nel ragù mi piace l'odore dell'alloro, i piselli erano surgelati, ed inoltre ho fatto solo due strati.

Ingredienti 
300g di Mezze maniche rigate
150g di carne macinata mista
1 melanzana
poco vino bianco
2 foglie di alloro
250g di passata di pomodoro
2 uova
50g di latte
1/2 cipolla bianca
100g di piselli
100g di pecorino stagionato
20g di parmigiano grattugiato
30g di pane grattugiato
olio extravergine di oliva
sale e pepe
Prima di tutto ho sbucciato la melanzana e l'ho affettata, quindi l'ho salata e messa da parte per 30 minuti. Nel frattempo ho ricoperto la teglia con carta forno, vi ho spennellato un poco d'olio evo e cosparso del pangrattato.  Ho sbattuto le due uova con il latte, il parmigiano ed il sale, e tenuto tutto da parte.
Ho affettato la cipolla che ho travasato in una pentola insieme all'olio evo ed alla carne macinata, ho strizzato ben bene le fette di melanzane e le ho unite nella pentola. Ho fatto soffriggere a fuoco medio, ho sfumato il vino bianco ed ho aggiunto il pomodoro, le foglie di alloro, sale e pepe e mezzo bicchiere d'acqua, ho fatto cuocere per un'ora circa e, quando il ragù sembrava abbastanza asciutto, ho aggiunto i piselli, ho mescolato, messo il coperchio e spento il gas.
Ho fatto cuocere i maccheroni che ho scolato al dente e conditi col ragù. Ne ho messi metà nella teglia su cui ho versato metà delle uova sbattute ed allineate delle fette di pecorino stagionato.
Ho aggiunto i restanti maccheroni su cui ho versato le uova sbattute, allineate le ultime fette di pecorino ed una spolverata di pangrattato.
Ho fatto cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti finché sopra non si è formata una crosticina dorata.
 Buona Pasquetta!
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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà il 14 maggio 2017 , 
seconda domenica del mese, alle ore 9:00
con la quinta ricette del Menù 2017, della nostra Cuochina
Sarà la volta di questa profumata ricetta regionale dell'Emilia Romagna
  
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la seconda domenica del mese, alle 9:00
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domenica 2 aprile 2017

Bauletto farcito con patate americane con l'impasto base nr. 15 della Cuochina

Quando un impasto ti dà tante soddisfazioni, allora si diventa paranoici: sempre quello, subito quello, prima che finisca l'ultima fetta.........  Per noi è così con l'impasto base nr.15 della Cuochina
Questa volta ho fatto un bauletto, utilizzando lo stampo del plumcake da 21x9x9 cm, farcito con delle ottime patate americane cotte al forno (vanno bene anche bollite, ma restano troppo umide). Ho aggiunto taaaaanta cannella, polverizzata al momento, che ha inondato la casa col suo profumo
Questo impasto dà sempre ottimi risultati sia dolci che salati. Si possono sostituire alcuni ingredienti lasciandone invariata la quantità, nel rispetto delle regole della nostra Cuochina riportate anche nel post dell'impasto base nr.15 
Anche questa volta ringrazio la Cuochina di Quanti modi di fare e rifare, per i suoi meravigliosi impasti.
Impasto base nr 15 della Cuochina: Bauletto farcito con patate americane
  • 190 g di farina di forza
  • 50 g di farina debole
  • 20 g di miele
  • 120 g di riso cotto alla giapponese 
  • 80 g di licoli attivo
  • 120~130 g di acqua tiepida
  • 20 g di burro morbido
  • un pizzico di sale
  • 230 g di polpa di patata americana al forno
  • 1 cucchiaio di cannella polverizzata
  • 1 cucchiaio di zucchero vanigliato
  • zucchero di canna per spolvero
Ho usato licoli rinfrescato 2 volte. Ho fatto cuocere del riso alla giapponese, quando si è raffreddato ne ho preso 120 g.
Ho mescolato le due farine, unito il miele (in sostituzione dello zucchero), il riso ormai freddo, licoli e l'acqua tiepida e fatto impastare, ho, quindi, aggiunto il sale ed il burro morbido. Ho continuato ad impastare sino a farlo diventare liscio.
L'ho travasato in una ciotola appena unta con olio evo, coperto con pellicola ed una leggera copertina, e fatto lievitare sino al raddoppio.
Ho fatto cuocere nel forno a 200°C le patate americane avvolte prima in carta forno e poi in alluminio sino a farle diventare morbide. Con un cucchiaio ho prelevato circa 230 g di polpa e messa in una tazza a cui ho aggiunto la cannella e lo zucchero ed ho fatto amalgamare il tutto.
Ho appiattito l'impasto a rettangolo su cui ho spalmato la polpa di patata, lasciando intorno al rettangolo un bordo libero. Aiutandomi con la pellicola per alimenti, ho arrotolato l'impasto, stringendolo per far eliminare gli spazi che si creano,
e l'ho travasato nello stampo da plumcake ricoperto da carta forno. Ho lasciato lievitare sino al bordo dello stampo, spolverato sopra dello zucchero di canna e fatto cuocere a 200°C per 10 minuti ed a 180°C sino a cottura e doratura.
Ecco l'interno!

Questo è il terzo lievitato con l'impasto nr. 15 che pubblico, si trovano tutti 



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Altri link relativi al lievito liquido (licoli)  
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sabato 18 marzo 2017

Pagnotta a tre strati con l'impasto base nr.15 della Cuochina

Ho preparato un nuovo lievitato con l'impasto base nr.15 della Cuochina. Volevo preparare una focaccia ripiena, ma strada facendo è diventata una pagnotta a tre strati, con due ripieni diversi.
Questo impasto dà sempre ottimi risultati sia dolci che salati. Dato che volevo fare un lievitato salato, invece dello zucchero ho usato del latte in polvere e ne è venuta fuori una pagnotta soffice e gustosa. Ho sostituito alcuni ingredienti lasciandone invariata la quantità, nel rispetto delle regole della nostra Cuochina riportate anche nel post dell'impasto base nr.15 
Non posso non ringraziare la Cuochina di Quanti modi di fare e rifare, per i suoi meravigliosi impasti.

Impasto base nr 15 della Cuochina: Pagnotta a tre strati
  • 190 g di farina di forza
  • 50 g di farina graham
  • 30 g di latte in polvere 
  • 30 g di orzo 
  • 30 g di riso  
  • 80 g di licoli attivo 
  • 70 g di latte di soia
  • 50 g di acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio evo (15 g circa)
  • un pizzico di sale
  • un mazzetto di spinaci
  • 3 cucchiai di pomodori secchi sottolio
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale e pepe
  • 4~5 acciughe sotto sale 
  • olio evo qb
Ho usato licoli rinfrescato 2 volte. Ho fatto cuocere, separatamente, l'orzo ed il riso in acqua bollente leggermente salata, li ho scolati e fatti raffreddare (dopo cotti, il loro peso totale era circa 120 g). 
Ho mescolato le due farine, unito il latte in polvere (in sostituzione dello zucchero), l'orzo ed il riso bolliti ormai freddi, licoli, il latte di soia, l'acqua tiepida e l'olio. Ho impastato ed ho aggiunto il sale. Ho continuato ad impastare sino a farlo diventare liscio.
L'ho travasato in una ciotola appena unta con olio evo, coperto con pellicola ed una leggera copertina, e fatto lievitare sino al raddoppio.
Nel frattempo ho pulito e lavato gli spinaci, li ho soffritti in una padella con i pomodori sottolio e l'aglio, fino a farli appassire, da freddi li ho strizzati per togliere l'acqua di cottura rimanente e li ho tritati. Ho lavato le acciughe ed eliminato le lische e la pelle, le ho messe in una ciotola insieme a dell'olio evo.

Ho diviso in tre parti l'impasto, una parte leggermente più grande delle altre che ho schiacciato ed inserito in uno stampo da 18cm ricoperto da carta forno, ho travasato gli spinaci e sopra ho appoggiato la seconda sfoglia d'impasto su cui ho sparpagliato le acciughe con il loro olio, ed ho ricoperto il tutto con l'ultima sfoglia d'impasto. Ho chiuso bene i bordi e lasciato lievitare per un paio d'ore.
L'ho fatta cuocere a 200°C per 10 minuti ed a 180°C sino a cottura e doratura.





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Altri link relativi al lievito liquido (licoli)  
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domenica 12 marzo 2017

Quanti modi di fare e rifare il Gulasch di manzo (Rindsgulasch)

Terza ricetta del Menù 2017 ideato dalla nostra Cuochina di Quanti modi di fare e rifare. Siamo a marzo, mese che porta la primavera che pian pianino si fa vedere,anche se, al nord del Giappone, ci sono delle zone dove ancora nevica.
La ricetta mensile che ci propone la Cuochina per oggi è questa ottima ricetta regionale altoatesina: il Gulasch di manzo (Rindsgulasch)
Io l'ho preparato come ci suggerisce la Cuochina, e l'ho servito con le patate  in tecia anche se queste ultime sono triestine.

Dosi per 2 persone
250 g di manzo
100 g di passata di pomodoro
1 cipolla
brodo qb
1 cucchiaio di strutto
1 spicchio d'aglio
alloro, maggiorana
cumino, paprika
aceto, sale
scorza di limone

In una casseruola mettere lo strutto, la cipolla tritata finemente e far appassire a fuoco lento. Insaporire con un poco di aceto ed un cucchiaino di paprika. Aggiungere la carne tagliata a grossi dadi e far soffriggere per qualche minuto, unire poi la passata di pomodoro, l'aglio, due foglie di alloro, un pizzico di cumino e un rametto di maggiorana ed un po' di scorza di limone grattugiata, 100 ml di brodo ed il sale.
Mescolare, mettere il coperchio e lasciar cuocere a fuoco moderato per 2 o 3 ore, fintanto che la carne diventi tenera, mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi sul fondo. Aggiungere del brodo nel caso il sugo si asciughi molto. A cottura ultimata, togliere l'aglio e le foglie di alloro, servire il gulasch ben caldo. 

Di seguito riporto la ricetta delle Patate in tecia
Patate in tecia
500 g di patate
30 g di strutto (o burro)
1 cipolla
brodo di dado oppure acqua
Sale e pepe
Rosmarino

Far bollire le patate in acqua bollente e sbucciarle. Soffriggere la cipolla affettata con lo strutto, quando diventa color oro, unire le patate: metà affettate e metà schiacciate con la forchetta. Salare, pepare e far cuocere a fuoco medio. Sulle patate si deve formare una crosticina. Se serve, aggiungere un poco di brodo o di acqua. Aggiustare di sale ed unire alcuni aghi di rosmarino

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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà il 9 aprile 2017 , 
seconda domenica del mese, alle ore 9:00
con la quarta ricette del Menù 2017, della nostra Cuochina

Sarà  la volta di questa ottima ricetta di Pasquetta di Agrigento
(Nel 2017 la Pasquetta cade il 17 aprile)  
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Ricordo che il blog della Cuochina è
"Quanti modi di fare e rifare"
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domenica 5 marzo 2017

Treccia a due capi col farro con l'impasto base nr.15 della Cuochina

Dopo tanto tempo torniamo con un nuovo impasto base, ne sentivamo la mancanza ma la Cuochina di Quanti modi di fare e rifare, negli ultimi tempi, è stata molto indaffarata con la preparazione di tante ottime ricette regionali, così da tralasciare momentaneamente i lievitati con il nostro meraviglioso "licoli".
Recentemente le è venuta nuovamente la voglia di mettere le mani in pasta ed ecco qua l'impasto base nr.15. Ha voluto che per prime io ed Ornella lo testassimo, questa è la mia prova, beh, che dire, è morbidissimo e buonissimo!!!!
A breve avremo anche la versione fatta dalla Cuochina Ornella (qui per la versione della Cuochina Ornella: Dolce di mele e orzo) e, ci auguriamo, anche tante versioni di chi è innamorato/dipendente di licoli :)  
Grazie Cuochina!

Impasto base nr 15 della Cuochina:
  • 190 g di farina di forza 
  • 50 g di farina debole 
  • 30 g di zucchero 
  • 60 g di farro (da cotto, 120 g circa)
  • 80 g di licoli  attivo (1/3 del peso della farina totale)
  • 130~150 g di latte
  • 2 cucchiai di olio evo (15 g circa)
  • un pizzico di sale 
Ho usato licoli rinfrescato 2 volte. Ho fatto cuocere il farro in acqua bollente leggermente salata per 10 minuti (il tempo riportato sulla confezione),  l'ho scolato e fatto raffreddare (da 60 g è divento circa 120 g). 
Ho mescolato le due farine, unito lo zucchero, il farro bollito ormai freddo, licoli e 130 g di latte. Ho impastato ed ho aggiunto ancora pochissimo latte ed il sale. Ho continuato ad impastare sino a farlo diventare liscio.
L'ho travasato in una ciotola appena unta con olio evo, coperto con pellicola ed una leggera copertina, e fatto lievitare sino al raddoppio.
Ho allungato l'impasto ed attorcigliato i due capi in sensi contrari, piegato in due e lasciato intrecciare. L'ho inserito in uno stampo da plumcake 29cm x 10cm spolverato con poca farina e fatto lievitare sino al raddoppio, coperto con la solita copertina.
L'ho spennellato con un poco di uovo sbattuto e fatto cuocere a 200°C per 10 minuti ed a 180°C sino a cottura e doratura.
L'ho fatto raffreddare su una gratella e poi è stato difficile allontanarsene ;) E' sofficissimo ed il sapore del farro sublime.




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Altri link relativi al lievito liquido (licoli)  
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domenica 12 febbraio 2017

Quanti modi di fare e rifare la Cicerchiata

Seconda ricetta del Menù 2017 ideato dalla nostra Cuochina di Quanti modi di fare e rifare. Febbraio è arrivato portandoci il periodo più allegro dell'anno: "il Carnevale". Il 28 febbraio sarà appunto "martedì grasso" e noi dei Quanti ci portiamo avanti con la preparazione dei dolci del periodo. Oggi è la volta della Cicerchiata.  
Questo dolce di Carnevale è nato in Umbria, ma la sua preparazione si è così estesa in Abruzzo-Molise tanto da farlo ritenere un dolce abruzzese. 

E' un dolce facile da preparare e golosissimo, l'ho fatto varie volte, cambiando sempre qualcosa durante la preparazione; qui presento una trilogia di Cicerchiata.
  • La classica a forma di corona, con tanta frutta essiccata, i filetti di mandorle e granella ma al cioccolato.
  • Suddivisa in tanti pirottini quante erano le amiche che aspettavo, stesso procedimento della corona precedente ma senza granella.
  • Una corona mignon con una spolverata di matcha in sostituzione della granella. Il sapore leggermente amarognolo del matcha ha creato un ottimo contrasto con il dolce della cicerchiata.
Mi ripeterò, ma..... sono pronti i due pdf 2016 con tutte le ricette dei menù che abbiamo preparato insieme alla Cuochina nello scorso anno, si possono sfogliare ma anche scaricare 😊  

Ingredienti 
1 uovo
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di limoncello home made
buccia grattugiata di 1/2 arancia
110g circa di farina debole
1/2 cucchiaino di noce moscata
olio per friggere qb
40g di mandorle
150g di miele
30g tra arancia candita, uva passa; fichi, mirtilli e albicocche secchi
granella al cioccolato qb 
1/2 cucchiaino di polvere di matcha

In una ciotola, sbattere l'uovo, unire l'olio, il limoncello e la buccia di arancia grattugiata. Unire a piccole dosi la farina, tanta quanta ne occorre per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso (a me ne è servita un poco di più) e la noce moscata appena grattugiata.
Formare un panetto e realizzare dei bastoncini grossi quanto una matita. Con un coltello tagliare dei tocchetti di circa 1/2cm, arrotorarli fra le mani formando delle palline. Friggerli in olio bollente in piccole quantità, fino a quando diventano dorate.
Scottare le mandorle in acqua bollente, lasciarle asciugare per qualche ora, quindi pelarle e tagliarle per la lunghezza ottenendo dei filetti. Far sciogliere il miele in una pentola abbastanza capace, quando diventa di un bel colore ambrato, togliere la pentola dal fuoco ed unire le palline fritte, le mandorle e la frutta secca tagliata a piccolissimi pezzi. Mescolare bene e ........
ecco la mia trilogia
- ho dato la classica forma a corona ed una bella spolverata di granella al cioccolato
 - ho riempito dei pirottini in alluminio
- avanzava una quantità minima di palline, ho fatto la classica coroncina e sopra ho spolverato della polvere di matcha

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Il prossimo incontro con i "Quanti" sarà il 12 marzo 2017
seconda domenica del mese, alle ore 9:00
con la terza ricette del Menù 2017, della nostra Cuochina
Sarà  la volta di questa ottima ricetta regionale altoatesina:
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Ricordo che il blog della Cuochina è
"Quanti modi di fare e rifare"
il suo indirizzo di posta elettronica è:
quantimodidifareerifare@gmail.com
che gli incontri dei "Quanti modi" avvengono
la seconda domenica del mese, alle 9:00
Qui per vedere la lista di tutte le ricette dei Menù 
e che ci si può incontrare su Facebook  e su Twitter