venerdì 27 maggio 2011

Anche senza pecorino, secondo me, son "FIADONI"


Facendo zapping tra i blog mi sono imbattuta in una preparazione interessante che non conoscevo "I fiadoni abruzzesi", guarda che ti riguarda ho visto che sia Fabipasticcio che Vale Tork li avevano fatti. Anche se una li aveva preparati a mo' di pastiera e l'altra in una forma diversa, entrambe gluten-free.
Logicamente mi è venuta subito la voglia di provare, e dato che era una prova ho deciso di minimizzare le quantità originali.
Ma avevo fatto i conti senza l'oste, dove vado a trovare tutto quel pecorino, anche se diminuisco le quantità? Vale Tork ha detto che era necessario tutto, altrimenti "non fiadono" (non rimane la fiatella dovuta al pecorino) ahahahahahaha!!!
Nel frigo avevo una caciotta di latte di mucca moooooolto stagionata (l'avevo comprata più di 3 anni fa ad Alberobello). Era sigillata sottovuoto, per questo era in perfetto stato.
Ho usato una parte della caciotta ed un poco di parmigiano. Per timore che non "fiadessero" abbastanza, ho aggiunto anche della pancetta.
Posso dire che "fiadono" molto bene.
Per le ricette a regola d'arte, bisogna vedere i blog di Fabipasticcio e di Vale Tork. Io ho preso un po' dall'una ed un po' dall'altra, equamente ^-^!
Per saperne ed informarsi di più, bisogna vedere qui.

Io li ho fatti così:

Per la sfoglia
80 gr di farina debole
20 gr di uovo (poco meno di metà)
1/2 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di lievito istantaneo
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio o poco più di latte
sale qb

Per il ripieno
30 gr di uovo (poco più di metà)
35 gr di caciotta di latte di mucca molto stagionata
15 gr di parmigiano
20 gr di pancetta
1/2 cucchiaino di lievito istantaneo
alcune foglioline di origano fresco
sale e noce moscato

Ho impastato gli ingredienti della sfoglia, regolando la quantità del latte sino a fare un impasto morbido ma non attaccaticcio. L'ho coperto con una ciotola e tenuto da parte.
Nel frattempo ho amalgamato gli ingredienti del ripieno.
Ho tirato la sfoglia con la macchina della pasta abbastanza sottile, una tacca prima di quella più sottile. Con un coppapasta ho tagliato tanti dischetti, ho appoggiato dentro una pallina di ripieno ed ho chiuso in due la sfoglia, dopo aver inumidito con acqua i bordi che ho pressato, formando dei ravioli. Li ho rifilati con la taglierina dentata, ho fatto una piccola incisione sulla pancia ed ho messo a cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 10 minuti circa.

Ma, ad un certo punto il ripieno è finito e la sfoglia avanzata si era un poco indurita, e adesso cosa faccio? Certamente non mi sono data per vinta, ho lasciato i dischetti aperti e ci ho messo sopra del formaggio filante, pancetta e origano fresco.
Anche questi sono strabuonissimi!!!!!

Sia quelli a raviolo che questi aperti li abbiamo mangiati a mo' di aperitivo, accompagnati da un bel bicchiere di birra. Sono veramente buoni!
E' la sfoglia che è buonissima, friabile e saporita, penso di rifarla e di usarla con altri ripieni.
Ne abbiamo mangiati un bel po', ne sono avanzati un poco di ogni tipo, il giorno dopo li ho fatti riscaldare in forno per 5 minuti e sono diventati croccanti come appena sfornati.

(I fiori sono "Oncidium cebolleta" della famiglia delle Orchidee)



Questa ricetta partecipa a
L come L'Aquila (Abruzzo) per l'Abbecedario Culinario
Ospitato da "In cucina senza glutine"

sabato 21 maggio 2011

Pane carasau con sansho


Ogni tre mesi sono alle prese con la ricerca delle ricette regionali da presentare alla lezione di cucina casalinga italiana.
Ho trovato nel web ed anche nel libro delle sorelle Simili come fare il pane carasau, ma ho dovuto rifarlo alcune volte prima di capire che per farlo sfogliare bisogna far lievitare bene l'impasto e stenderlo sottile.
Il metodo delle sorelle Simili di sovrapporne due per volta e poi stenderlo sottile, non mi ha dato il risultato sperato.
Questo con sansho (pepe giapponese molto profumato) è molto gustoso.

Per 4 piccoli pani
85 gr di farina di semola rimacinata
2 gr di lievito disidratato
1/3 di cucchiaino di zucchero
2 gr di sale
55 cc di acqua
un poco di sansho (pepe giapponese)

Impastare bene gli ingredienti e per ultimo aggiungere il sale, fare una palla e mettere a lievitare fino al raddoppio (2 ore e 30 circa) in una ciotola unta d'olio.
Dividere in 4 parti l'impasto e stenderne un pezzo per volta, tenendo coperti a campana gli altri.
Bisogna stenderli con il matterello e, con l'aiuto di un coppapasta di 15 cm di diametro, dare la forma rotonda.
L'impasto è abbastanza morbido per questo, infarinare abbondantemente il piano lavoro prima di iniziare a stenderli.

Far cuocere, uno per volta, in forno preriscaldato a 240°C, appena gonfia, girarlo dal lato opposto. Lasciarlo cuocere per 2 minuti circa ed estrarlo dal forno.
Separare le due sfoglie e, quando saranno tutte cotte, rimetterle ancora in forno a 160°C per 4~5 minuti.
Farle raffreddare e chiuderle in busta di plastica per alimenti, restano croccanti per lungo tempo.
Io ho fatto questo pane la settimana scorsa ed è ancora molto friabile.

mercoledì 18 maggio 2011

Mame-Gohan o Risi e Bisi?


Come si fa a convincere il maritino che i piselli con il riso vanno cotti a risotto?
""IMPOSSIBILE!""
Secondo lui, i piselli con il riso vanno cotti come li facciamo sempre! Come mia suocera li ha sempre fatti e come tutti qui li preparano!
Per evitare una guerra coniugicida italo-giapponese a colpi di piselli e di riso, io ho preferito soccombere e, quindi, abbiamo firmato un patto di non belligeranza.

Ma, di nascosto, ho variato la ricetta di famiglia, ho usato il brodetto fatto con i baccelli dei piselli in sostituzione dell'acqua. Ma.... per favore, non diteglielo, potrebbero riprendere le azioni belligeranti ^-^!!
Qualcuno potrà chiedersi: come mai tutti questi segreti, e a che pro modificare la ricetta di famiglia?
Perché, se non avessi preparato almeno il brodetto con i baccelli questa ricettina sarebbe andata fuori tema per zero similitudine con quella di Annamaria (ma temo che sia già da considerarsi fuori concorso), e non avrebbe potuto partecipare all'MTC di maggio.
(Per i pochi avvezzi alla lingua giapponese chiarisco che "mame" significa 'legumi', ma in questo caso vuol dire 'piselli', e "gohan" significa 'riso')

Mame-gohan

300 gr di riso (ho usato riso hikari)
100 gr di piselli sgusciati
350 cc di brodetto di baccelli di piselli
20 cc di sake
1 cucchiaino di sale
un pezzo di alga konbu

Ho lavato il riso così e l'ho messo dentro suihanki (pentola per cuocere il riso), ma si può usare anche una pentola normale. Ho unito tutti gli altri ingredienti, chiuso il coperchio e puntato il timer per l'ora di pranzo

Appena pronto mi sono dilettata ad usarlo in vari modi.


MAME-GOHAN

Il nostro pranzo: sashimi con wasabi e salsa di soia (la quantità della foto era per due persone), miso-shiru, te giapponese, mame-gohan dentro chawan (ciotola del riso)


ONIGIRI con MAME-GOHAN

Ho usato lo stesso mame-gohan e, con l'aiuto di una formina triangolare, ho fatto gli onigiri (si pronuncia onighiri). Purtroppo non sono capace di fare gli onigiri con le mani come tutte le donne giapponesi.
Si portano al lavoro o a scuola dentro "bentobako", oppure alle scampagnate, ecc.


CUORICINI DOLCI di MAME GOHAN

A mame-gohan ho aggiunto un poco di uovo, 1 cucchiaio di zucchero vanigliato e 1/2 cucchiaino di aroma arancia, 1 cucchiaio di amido di mais ed ho amalgamato il tutto.

Ho formato dei cuoricini che ho fritto e li ho spolverati con zucchero a velo dopo averli infilzati in spiedini di bambù.
Solo questi il maritino ha detto "No, grazie!", secondo lui è uno spreco usare in questo modo mame-gohan.
Valli a capire gli uomini!!!!!


Con questa partecipo all'MTC di maggio
MTC di Maggio

martedì 10 maggio 2011

Troppo morbido? Allora ti inquadro!


Ci sono dei giorni che sembra che tutto vada storto, anche licoli non voleva oltrepassare la linea tirata subito dopo il rinfresco.
Avevo la sensazione che non stesse molto bene, che avesse qualche problemino, poi mi è balenato un pensiero: la farina l'avevo setacciata e messa in un contenitore di vetro più di una settimana prima, niente niente che abbia perso un poco di elasticità?
Ed infatti, dopo aver setacciato nuovamente la farina, licoli si è ripreso alla grande ed ha lievitato a meraviglia. Ma.... l'impasto del pane che avevo intenzione di fare, non voleva saperne di prendere forma.

Forse dipendeva dal fatto che al latte avevo aggiunto 120 gr di albumi che avevo trovato nel congelatore e che dovevo assolutamente consumare a cui ho unito 2/3 di uovo avanzatomi il giorno prima.
Temevo che tutti quei liquidi fossero troppi e che per questo non riusciva a prendere la forma che avevo in mente. L'unica cosa da fare era ficcare tutto in una forma, anche se volevo fare pane, non focaccia


E pane è stato

Pane quadrato con pomodori secchi

180 gr di lievito liquido (licoli) molto attivo (pseudo-rinfreschi)
120 gr di albumi
1 uovo piccolo
100 gr di latte
10 gr di zucchero
1 cucchiaino di malto
15 gr di olio evo

400 gr di farina di forza
5 gr di sale
pomodori secchi
sale grosso qb
olio evo


Nella planetaria ho sciolto licoli con le uova ed il latte, unito lo zucchero, il malto e l'olio evo. Aggiunto la farina setacciata ed impastato bene, ho lasciato riposare per 5 minuti. Unito il sale e fatto mescolare per 10 minuti circa, sintanto che l'impasto non si è staccato dalle pareti del boccale della planetaria.

Ho messo l'impasto in una ciotola unta d'olio, coperto con pellicola per alimenti e fatto lievitare per 2 ore circa, nel frattempo ho fatto due pieghe ogni 40 minuti. Ho deposto in frigo sino al giorno successivo, dopo aver infilato la ciotola in una busta di plastica.
L'indomani mattina ho tolto l'impasto dal frigo e lasciato a temperatura ambiente. Ho mescolato insieme i pomodori secchi tagliati a piccoli tocchetti, versato in una teglia quadrata unta d'olio e cosparso un po' di sale grosso sulla superficie.

Ho fatto lievitare sino al raddoppio ed infornato a 220°C per 10 minuti, quindi ho diminuito la temperatura a 180°C facendo cuocere sino a cottura (basta battere con le nocche sotto il pane, se da un suono di vuoto vuol dire che è cotto a puntino). Ho fatto raffreddare su una griglia.

L'ho mangiato in tantissimi modi, qui con prosciutto crudo, formaggio gouda e verdure


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Altri link relativi al lievito liquido (licoli)
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venerdì 6 maggio 2011

Quanti modi di fare e rifare gli "Anelletti al forno alla palermitana"


"Quanti modi di fare e rifare..." è il tema del nostro progetto (di Ornella, Tamara, e mio ma anche di Libera, Solema, Stella, da oggi anche Dauly e Francesca, e speriamo molte altre) : una volta al mese noi tutte vogliamo realizzare la stessa ricetta con gli ingredienti che abbiamo a disposizione e con il nostro modo personale di elaborarla.


Per rinfrescarci le idee, ecco una sintesi delle regole per chi volesse farsi coinvolgere in questa simpatica iniziativa:

- Rifare la ricetta del mese in modo personale, apportando variazioni sugli ingredienti che più si adattano con il proprio regime di vita e sulla propria disponibilità ma in linea con la ricetta del link proposto.
- Il giorno 6 di ogni mese postare tutti insieme, ognuno nel proprio blog, la ricetta prescelta
- Dopo averla postata nel proprio blog, lasciare il link nel commento alla nostra ricetta
- Può partecipare anche chi non ha un blog, in questo caso prima del giorno 6, ci dovrà inviare un messaggio via e-mail con la ricetta e la foto.
- Non ci si deve sentire vincolati dalla periodicità di questa collaborazione. Nel caso non si riesca a collaborare per una o più ricette, niente di irreparabile, si rientrerà in gioco appena se ne ha la possibilità. Ma chi può, saremmo felice se continuasse a pasticciare con noi.
- Questo non deve essere considerato un contest, ma solo un mero divertimento d'insieme.

Le ricette elaborate sinora sono:
- il 6 febbraio 2011 il golosissimo "Pane tedesco alla birra"
- il 6 marzo 2011 gli sfiziosissimi "Li Frisgiori Longhi
(Frittelle Lunghe di Carnevale)"
- il 6 aprile 2011 l'impareggiabile "Pastiera"

anelletti al forno alla siciliana
Questo mese abbiamo scelto gli "Anelletti al forno alla palermitana",ricetta tratta dal blog "Cuciniamo insieme ad Andrea" di Andrea Matranga.

Ricetta un poco complessa, ma i risultati ripagano abbondantemente il lavoro fatto.
Come al solito ho avuto problemi con la reperibilità degli ingredienti:
- di anelletti neanche l'ombra, mi sono adattata con dei maccheroncini ricurvi (vedere la foto della pasta)
- la buona mozzarella italiana l'ho sostituita con del formaggio filante
- per motivi di salute ho preferito grigliare le melanzane (andavano fritte)


Occorrenti per 4~6 persone
230 gr di ragu
2~3 melanzane grigliate
220 gr di bechamelle
150 gr di pasta ad anelletti (i miei erano maccheroncini ricurvi)
30 gr di prosciutto cotto
pangrattato qb
formaggio filante
parmigiano qb


Per 230 gr di ragu
90 gr di manzo macinato
1 e 1/2 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di carota, 1 di sedano ed 1 di cipolla grattugiati
40 gr di piselli
200 gr di pomodoro in scatola
sale, alloro e vino bianco qb

Soffriggere nell'olio il macinato e le verdure grattugiate, sfumare col vino bianco ed unire i pomodori ed i piselli sbollentati. Aggiungere sale ed alloro e portare a cottura desiderata.

Le melanzane
2~3 melanzane ben lavate ed asciutte affettate con la buccia, grigliate su piastra di ghisa

Per 220 gr di bechamelle
25 gr di burro
20 gr di farina
220 cc di latte
1 cucchiaio di cipolla grattugiata
sale e noce moscata

Far sciogliere il burro ed unire la farina e far tostare, aggiungere la cipolla grattugiata e dopo alcuni minuti il latte tiepido, il sale e la noce moscata. Far addensare.

Cuocere 150 gr di pasta lasciandola molto al dente, si cuocerà completamente con la cottura al forno.

Dopo aver preparato tutto l'occorrente, procedere all'assemblaggio della ricetta:
Ungere appena la teglia e cospargerla di pangrattato, allineare le fette di melanzane grigliate facendole sbordare dalla teglia. Unire alla pasta il ragu e la bechamelle e mescolare bene.
Versarne la metà sulle melanzane e pareggiare. Fare uno strato di prosciutto e uno di formaggio filante e cospargere un po' di parmigiano.
Versare la pasta restante e pareggiare, ripiegare verso l'interno le melanzane chiudendo il tutto.
Infornare a 180°C per 25~30 minuti


(Questa è la metà che abbiamo mangiato due giorni dopo, prima di riscaldarlo in forno. Buono, buono)
Ne abbiamo mangiato una metà, erano tre porzioni abbondanti che abbiamo diviso equamente io e mio marito. Dopo due giorni abbiamo mangiato la restante parte ed era ancora molto buono.
Penso che si possa tranquillamente congelarlo e mangiarlo in un momento successivo dopo averlo fatto scongelare a temperatura ambiente.


Versione di Solema

Versione di Libera

Versione di Ornella

Versione di Tamara

Versione di Dauly

Versione di Stella

Versione di Francesca

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Per il 6 giugno abbiamo deciso di fare
un pandispagna molto usato in Giappone

Castella - Japanese sponge cake -
La ricetta si trova qui, nel mio blog.
In origine, questo pandispagna si cuoceva in forme fatte con giornali, nel mio blog ho scritto anche come crearsela, ma si possono tranquillamente usare delle teglie quadrate o rettangolari, cosa che fanno anche molte signore giapponesi.
E' buonissimo sia al naturale che al sapore di matcha che di cacao.
La caratteristica di questo dolce è la sofficità e la sua forma squadrato






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Cuochini e Cuochine nel mondo

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